Martedì 13 Novembre 2018
   
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OLIVICOLTURA: “OTTIMA ANNATA, MA PREZZI BASSI”

OLIVICOLTURA OTTIMA_ANNATA_MA_PREZZI_BASSI

La Voce del Paese propone ai suoi lettori un interessante approfondimento sull’Olivicoltura.

Le operazioni di raccolta delle olive, iniziate nelle campagne acquavivesi all’inizio di Novembre, stanno per terminare, manca poco ormai alla chiusura di questa stagione agricola.

Com’è questa annata? Lo abbiamo chiesto nei giorni scorsi in città ad alcuni agricoltori e frantoiani.

“E’ stata certamente un’ottima annata quella del 2011 per quantità e qualità del prodotto poco favorevoli però sono state finora le risposte dal mercato. La resa è stata molto alta dal 18 al 20-21% (se pensate che nel 2010 è stata il 14%), una gradazione bassissima con una acidità pari a 0,2-0,3, 0,4-0,5 rari. L’ olio - ci dicono- ha raggiunto i minimi storici in assoluto non si è mai venduto ad un prezzo così basso. Siamo intorno ai € 2, 20-2,25 al litro.

Tutto sommato possiamo dire che è stata una campagna sana. Le condizioni climatiche sono state favorevoli allo sviluppo vegetativo dell’olivo le piogge hanno apportando una buona quantità di acqua che ha contribuito a superare il caldo estivo. Le alte temperature, superiori ai 32 °C, hanno ostacolato poi lo sviluppo e la diffusione dei parassiti consentendo di ottenere nella fase di inoleazione olive sane, prive di trattamenti fitosanitari e un olio di elevata qualità. L’olio extravergine di oliva, fondamentale nella nostra dieta mediterranea, mantiene le sue caratteristiche organolettiche anche grazie ai frantoiani, il cui ruolo sta assumendo sempre maggiore responsabilità nel rinnovare la tecnologia di estrazione, con sistemi che consentono di non alterare fragranza e le caratteristiche dei nostri oli che per superare brillantemente l’esame del panel-test devono avere un grado di acidità basso inferiore all’1%.

Dall’analisi effettuata si evince che a coltivare le nostre terre sono per lo più i pensionati, pochi i giovani imprenditori agricoli, professionisti e tecnici del settore al passo con i tempi. L’agricoltura acquavivese è allo stato attuale ancora poco aziendale e lontana dai super impianti intensivi dei cugini spagnoli. Le nostre campagne sono caratterizzate poi dall’eccessivo frazionamento e dalla coesistenza su uno stesso terreno di più colture, poco remunerativa e poco produttive per avvicinare nuove generazioni. Una raccolta delle olive sempre più meccanizzata (con scuotitori) che se da un lato riduce notevolmente le giornate di lavoro dall’altro provoca l’abbassamento dei prezzi di un mercato che risente della legge della domanda e dell’offerta e sovraccarico di lavoro nei frantoi. Poche le famiglie acquavivesi che hanno scelto la raccolta tradizionale, la maggior parte anche tra i pensionati pare abbia prediletto i sistemi meccanizzati.

Cosa accadrà quando l’integrazione comunitaria non verrà più erogata? I nostri oliveti verranno abbandonati? Una cosa certa è che i nostri giovani imprenditori agricoli per sopravvivere dovranno necessariamente cambiare la mentalità per far fronte alla concorrenza degli altri Paesi europei e del bacino del Mediterraneo (Spagna, Grecia, Turchia, Marocco) in un mercato sempre più libero, competitivo e meccanizzato guardare ad una agricoltura tecnologica, innovativa e redditizia.

 

Ulteriori approfondimenti nel 1° numero de LA VOCE DEL PAESE del 2012. 

 

 

 

 

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