Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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SERVIZIO MENSA: I GENITORI DAL SINDACO

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Non si placa la protesta dei genitori per l’ aumento delle tariffe del Servizio Mensa delle scuole dell’infanzia e primarie acquavivesi. Erano più di duecento ieri mattina nel Salone delle Feste di Palazzo di Città per l’incontro con il sindaco Squicciarini. 

Agguerriti più che mai e decisi a rivendicare le proprie ragioni, hanno chiesto all’Amministrazione Comunale di venire incontro alle esigenze delle famiglie mantenendo invariate le tariffe del Servizio Mensa in seguito alla proroga del pluriporzione per queste ultime settimane del 2011. “Chiediamo – ha detto un loro rappresentante- di poter usare i vecchi blocchetti dei buoni pasto che riteniamo essere validi”. Molti gli interrogativi posti dai manifestanti, non sono mancati momenti di tensione acuiti dal mormorio del malcontento dei singoli. Scarsa per non dire inesistente l’organizzazione dell’incontro reso faticoso nell’ascolto delle domande e delle risposte dall’assenza di un microfono.

 

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“Per il 2011 la tariffa rimane invariata” ha comunicato Squicciarini. “Ricordo che è un servizio a domanda individuale (la comunità compartecipa per il 47%, gli utenti per il 53%), le tariffe per il servizio mensa sono un atto propedeutico al bilancio di previsione. Quando abbiamo adottato questa determinazione (10 giugno 2011) eravamo consapevoli dei tagli dei trasferimenti dal governo centrale (520 mila euro), nelle scorse settimane il Comune è stato condannato a risarcire a seguito di sentenza di secondo grado 1 milione e 300 mila euro per un contenzioso con la Movitel Sud SpA.

 L’Amministrazione Comunale si trova a fare scelte che possono essere impopolari, ma ha inteso applicare un principio di giustizia sociale ed equità secondo cui “chi ha meno deve pagare di meno, chi ha di più deve pagare di più”, prima questo non era applicato (l’ultima fascia di reddito era 7500 euro). Stiamo riflettendo sulla fascia 10-25 mila euro di Reddito ISEE, le determinazioni sono state fatte facendo proiezioni in assenza di dati, faremo una rimodulazione della tariffa. Procederemo con il 'meccanismo della interpolazione' si pagherà in maniera proporzionale (a partire dai 10.000 euro di reddito ISEE l’aumento della retta sarà di 1 euro ogni mille).

 

DSC07452I genitori chiedono che le tariffe della refezione scolastica devono essere commisurate al solo costo del servizio, non devono coprire altre voci. “L’Amministrazione Comunale - ribadisce il primo cittadino - deve farsi carico dell’intera comunità. Siamo andati incontro alle esigenze degli Istituti Scolastici a fronte dei tagli del personale, come Comune abbiamo fornito 10 unità del Servizio Civico per venire incontro alla gestione ordinaria. L’aumento delle tariffe è determinato in relazione ai costi che dobbiamo sostenere e agli adeguamenti previsti dall'ISTAT".

 Intorno alle 12,30 andati via i genitori il sindaco ha indetto nella sua stanza una conferenza stampa per precisare quanto emerso nell’incontro rispondendo ai giornalisti.

Riferendosi alla Delibera di Giunta n, 109 del 10 giugno 2011 ha precisato “abbiamo commesso un errore nell’ancorare la determinazione alla tipologia del servizio, è chiaro che il costo del monoporzione è superiore al pluriporzione ma adeguando le strutture scolastiche ci sarebbe la possibilità di continuare il servizio mensa in pluriporzione". Bisogna precisare che il nuovo Bando in relazione alla deroga concessa dall’ASL fino a maggio 2013 non prevede il servizio mensa monoporzione. “Abbiamo immaginato di progettare gli adeguamenti delle strutture scolastiche – ha poi concluso Squicciarini- prevedendo spazi refettorio come richiesto dalla circolare della ASL, un ritardo del servizio (siamo alla terza settimana di novembre) motivato con l’estensione alle primarie prima e alle scuole d’infanzia il giovedì prima del 31”.

Cosa faranno ora i genitori? Una cosa certa è che il tempo pieno fiore all’occhiello del POF, il monte ore per le insegnanti e i programmi ministeriali potrebbero essere compromessi da tutti questi ritardi.

 

Commenti  

 
#6 Tilly 2011-11-28 17:00
Per il bene dei bambini, mandiamoli a scuola!Hanno perso già 120 ore di insegnamento,pe r una questione di principio: è inconcepibile, dal punto di vista didattico ed educativo!
 
 
#5 indignato 2011-11-24 17:11
sono daccordo con la dichiarazione del sig. Mimì 68....veramente un peccato! Forse il sindaco avrà un congegno che si autodistruggerà a breve...chissà! é veramente inqualificabile il suo operato...la politica vera,è quella che si fa per la gente e con la gente rendendola partecipe della stessa.Anche un ragazzo lo capisce....sare bbe bastato poco a mantenere il consenso di tutta la gente che del problema ne fa anche una questione di principio adesso.Ma portiamo pazienza,nel pacco che abbiamo cambiato,non c'erano 500 mila euro,ma 0,1 centesimo.
 
 
#4 COMPLETA DELUSIONE 2011-11-23 16:05
NON SOLO PER IL BENE DEI FIGLI MA PER IL BENE DI ACQUAVIVA....
 
 
#3 mimì68 2011-11-23 12:56
Peccato per il ragazzo: bruciato come uomo e come politico. Veramente un peccato!
 
 
#2 Elettore 2011-11-23 12:08
Che brutta cosa i conflitti di interesse. Alla fine noi cittadini ne paghiamo (in tutti i sensi le conseguenze). Dimettevi tutti!!!
 
 
#1 deluso 2011-11-23 10:22
squicciarini per il bene dei nostri figli: torna a casa!
 

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