Martedì 13 Novembre 2018
   
Text Size

DON LUIGI GUANELLA IL 23 OTTOBRE 2011 SANTO

santificazione_don_guanella

 

AcquavivaNet ha incontrato nei giorni scorsi Don Mimmo Natale, parroco di Santa Maria Maggiore per conoscere più da vicino la figura e il carisma di Don Luigi Guanella in vista della sua canonizzazione fissata da papa Benedetto XVI per il prossimo 23 ottobre 2011.

don_luigi_guanella

 

Don Luigi Guanella, uomo di Dio. Conosciuto ai più come il prete montanaro, padre dei poveri, che ricordiamo per essere stato non solo un educatore appassionato ma anche un cittadino del mondo.

Una figura sacerdotale straordinaria che ha segnato anche la storia della nostra Acquaviva.

“Don Guanella ha affascinato con il suo carisma due giovani della nostra terra- ci ha precisato prontamente don Natale- due fratelli Enrico e Donato Colafemmina, diventati sacerdoti guanelliani, il primo vive la sua missione in Messico, il secondo a Roma, con i quali abbiamo realizzato numerosi progetti.

In questi anni sono stati molti i giovani acquavivesi che hanno conosciuto attraverso le esperienze estive di volontariato il carisma guanelliano nelle case di Bari e di Roma. Queste esperienze ritengo che sono un grande dono perché vedo che i ragazzi sono tornati sempre arricchiti, rinnovati nella propria identità e nell’autenticità delle relazioni. Questo Santo è per me un modello, nella società dell’apparire in cui viviamo, scoprire che si può avere una dignità anche se la propria vita è segnata da un limite fisico, penso sia un messaggio che aiuta soprattutto i giovanissimi (spesso in crisi per stupidaggini) ad apprezzare la propria vita anche con i propri difetti. La felicità non è nelle cose e nella perfezione che non è di questo mondo, ma nella propria dignità. Apprezzare i propri limiti per farli diventare una risorsa, questo è un grande messaggio educativo.

Per questo abbiamo avvertito l’esigenza di prendere parte alla sua canonizzazione. Partiremo da Acquaviva con un pullman, raccogliamo le adesioni fino al 10 ottobre. Chi vuole iscriversi o ricevere maggiori informazioni può rivolgersi presso l’Ufficio Parrocchiale di S.M. Maggiore. Si parte la mattina del 22 ottobre, nel pomeriggio parteciperemo presso la Chiesa di San Paolo Fuori le Mura a Roma ad una veglia Internazionale in preparazione alla cerimonia di canonizzazione. Prevista visita notturna nella Città Eterna e pernotto, il 23 ottobre saremo in piazza San Petro, rientro previsto in serata”.

Ci racconta brevemente la vita di Don Luigi Guanella?

Don Guanella nacque in un piccolo paesino di montagna (Fraciscio di Campodolcino) in provincia di Sondrio il 19 dicembre 1842, nono di tredici fratelli. Giovanissimo scoprì la sua vocazione e nel 1866 fu ordinato a Como sacerdote. Svolse il suo ministero a Prosto (frazione di Piuro), a Savogno, a Traona, a Olmo (frazione di San Giacomo Filippo) e a Pianello del Lario.

Conobbe a Torino Don Giovanni Bosco presso il quale restò tre anni maturando una esperienza forte che lo segnerà per tutta la vita. Don Guanella aveva uno spirito molto gioioso e attivo, determinato a realizzare qualcosa per gli ultimi, in questo periodo gli furono assegnati degli incarichi. In seguito fu richiamato nella sua Diocesi. Difficoltà e incomprensioni impedirono per lunghi anni ogni avvio di opere e fecero di lui un prete errante e confinato, ritenuto matto dagli amici e pericoloso dai nemici. In tale situazione scrisse i suoi pensieri di fede più importanti.

Giunto a Pianello per succedere a Don Carlo Coppini, ne raccolse l'eredità, coadiuvato da un drappello di cinque religiose, tra cui la beata Chiara Bosatta (beatificata nel 1991 da Giovanni Paolo II). Ha operato attraverso le sue suore e i suoi preti organizzati in due Famiglie religiose, le Figlie di S. Maria della Provvidenza e i Servi della Carità. A partire dal 1886 con la creazione della prima Casa della Provvidenza ha dato avvio ad una serie di opere guanelliane “case di accoglienza per i buoni figli (ragazzi con disabilità motorie e mentali abbandonati dalle stesse famiglie di origine) in Italia, Svizzera, Spagna e Stati Uniti. Con questi progetti e case creerà una realtà di reinserimento attraverso l’umanizzazione e il lavoro agricolo. È interessante cogliere come questo giovane prenda il carisma dell’accoglienza dei giovani di San Giovanni Bosco, lo estremizza scegliendo i più poveri dei poveri che sono i ragazzi con le disabilità.

Nelle sue ultime parole disse ‘Carità in tutto finirla non si può finché ci sono poveri da soccorrere e bisogni cui provvedere tutto il mondo è patria vostra!’, la traduzione del “Caritas Christi Urget Nos” di paolina memoria. Famosa anche la frase: ‘dicono che è molto difficile farsi Santo ma non è vero ognuno che lo voglia può farsi santo, non si richiedono cose impossibili perché uno divenga santo basta solo che eseguisca con santissima intenzione tutte le opere che sono del proprio stato’. Un idea di Santità che non è altro che fedeltà alla propria vocazione”.

Commenti  

 
#3 natmi 2011-10-03 20:51
vieni e vedi
 
 
#2 natmi 2011-10-03 08:13
tutti a Roma per respirare note di speranza ...!!
 
 
#1 DELUSO 2011-10-02 11:18
scusate ma i nostri parroci, parlano, ma poi che fanno x aiutare la gente !!!!!!!!!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI