Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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OGGI SI APRE LA STAGIONE DELLA CACCIA

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La stagione pugliese della caccia si aprirà ufficialmente domenica 18 settembre, si concluderà il 29 gennaio 2012 e sarà circoscritta in tre giorni a settimana, definiti in mercoledì, sabato e domenica con l’esclusione di lunedì, martedì, giovedì e venerdì. La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.

Il calendario prevede anche il carniere consentito per specie e giorno di caccia e, molto importante, le singole specie di selvaggina che può essere cacciate nei vari periodi della stagione, come previsto dall’art. 4:

-dal 18 settembre al 19 ottobre: tortora;

-dal 18 settembre al 06 novembre: quaglia;

-dal 18 settembre al 31 dicembre: merlo, coniglio selvatico, lepre comune;

-dal 01 ottobre al 31 dicembre: allodola,

-dal 01 ottobre al 18 gennaio: germano reale, folaga, gallinella d’acqua, porciglione, moretta, frullino, canapiglia, pavoncella, alzavola, codone, mestolone, fischione, moriglione, beccaccino;

-dal 01 ottobre al 30 novembre: cervo, daino, muflone;

-dal 01 ottobre al 31 dicembre: cinghiale;

-dal 18 settembre al 29 gennaio: ghiandaia, gazza, cornacchia grigia, colombaccio e volpe;

-dal 01 ottobre al 15 gennaio: tordo bottaccio, tordo sassello e cesena;

-dal 08 ottobre al 15 gennaio: beccaccia;

-dal 02 ottobre al 30 novembre: starna;

-dal 02 ottobre al 29 dicembre: fagiano

Come sempre precise e puntuali giungono le raccomandazioni del Corpo Forestale dello Stato, il quale non manca di ricordare che occorrere essere prudenti sempre e maggiormente nei primi giorni di caccia che vedono una notevole partecipazione di amanti di questa pratica, oltre alle tante persone che raccolgono funghi o prodotti autunnali del sottobosco.

A tal proposito è stato stilato un decalogo, con le raccomandazioni più importanti per far si che l’esercizio della caccia si svolga in maniera sicura per se stessi e per gli altri e per non incorrere in sanzioni amministrative che, in alcuni casi, potrebbero avere anche risvolti di carattere penale:

-non cacciare, per un periodo non inferiore a 10 anni, sulle superfici boschive percorse da incendi;le informazioni relative a tali aree sono reperibili presso i catasti comunali;

-controllare meticolosamente lo stato delle armi, del munizionamento e dell’equipaggiamento personale e rispettare sempre le disposizioni sull’uso e/o sul trasporto dei mezzi di caccia;

-verificare la regolarità dei documenti necessari per l’esercizio venatorio (porto d’armi, licenza di caccia, assicurazione, tesserino venatorio regionale, etc);

-provvedere al pagamento delle tasse governative e regionali nonché a tutti gli adempimenti richiesti dagli ambiti territoriali di caccia (ATC) e dai comprensori alpini (CA), previsti dalle rispettive normative regionali;

-accertarsi correttamente di quali siano i confini di eventuali Parchi, o altre aree protette, all’interno dei quali è assolutamente vietata la caccia, e se siano presenti ulteriori zone di protezione “a cuscinetto” sul perimetro;

-documentarsi correttamente su quali siano i limiti dei propri ambiti territoriali di caccia e prestare la massima attenzione alle aree denominate Zone a Protezione Speciale (ZPS), all’interno delle quali l’attività venatoria è disciplinata in modo particolare, così come specificato nei vari calendari venatori provinciali, e alle zone umide, dove si ha l’obbligo di utilizzare munizioni con pallini di acciaio;

-conoscere bene le disposizioni del calendario venatorio provinciale ed eventualmente dei regolamenti relativi alla raccolta di funghi o di altri prodotti delle zone boscate;

-essere sempre certi delle specie selvatiche per le quali è consentito il prelievo venatorio;

-la selvaggina che non si riconosca, o che non si veda distintamente, non deve essere abbattuta;

-rispettare rigorosamente le distanze di sicurezza previste dalla legge per edifici, qualunque via di comunicazione, mezzi agricoli al lavoro nonché appostamenti di caccia fissi o temporanei; anche in caso di un minimo dubbio evitare ogni esplosione potenzialmente pericolosa;

-rispettare sempre l’ambiente circostante ed evitare di abbandonare rifiuti di ogni genere, ma soprattutto i bossoli delle cartucce, ormai tutti di materiale plastico;

-ricordarsi di detenere, trasportare e gestire i cani, da sempre i migliori “ausiliari” della stagione di caccia, in maniera rispettosa delle norme e delle loro esigenze comportamentali;

-si raccomanda, infine, il massimo rispetto delle colture agricole in atto.

 

 

 

Commenti  

 
#1 frodo 2011-09-19 10:16
due settimane fa pranzo di famiglia in campagna...semb rava di essere sul fronte libico per quanto stavano sparando (a meno di due chilometri dal paese) i cacciatori fuori legge. chi dovrebbe vigilare? la forestale che si trova nella stessa via di un venditore abusivo di uccelli vietati alla vendita? oppure la polizia municipale che non riesce neanche a vigilare sul centro abitato figuriamoci sulle campagne? o ancora il consiglio comunale che annovera tra le sue fila noti e condannati bracconieri? qui è tutto da rifare...
 

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