Venerdì 16 Novembre 2018
   
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A TESTA IN SUD: IDEE PER UN NUOVO MEZZOGIORNO

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“Qual è il parassita più resistente? Un'idea!
Una singola idea della mente umana può costruire città!
Un'idea può trasformare il mondo e riscrivere ogni regola!”

(dal film Inception di Christopher Nolan).

Di certo in Puglia le idee non mancano visto il fermento culturale che sta vivendo da anni la nostra amata Regione tra musica, libri e cinema. Anche ad Acquaviva qualcosa si muove.  Non è di certo un caso, che questo vitalismo culturale sia esploso dopo ben otto anni di amministrazione di centro destra. Un risveglio da un lungo letargo. Un autentico rinascimento, che non bisogna sottovalutare. Un rinascimento veicolato da menti giovani, come nel caso di Maria Grazia Bonavoglia, Stefano Savella e Carlotta Susca, la direzione artistico-organizzativa della seconda edizione del Festival letterario acquavivese A testa in Sud, che tanti intellettuali ha condensato tra le vecchie mura di Palazzo De Mari.

Le idee al Sud ci sono e sono pure tante. Al contrario di quello che possono pensare simpatici druidi verdi che inneggiano esaltati alla secessione poiché considerano la nostra terra zavorra dello stivale italiota. Le idee ci sono ma purtroppo non esistono (sarebbe bello scoprire di chi è la colpa di tutto questo) le condizioni favorevoli affinché queste idee vengano perfezionate e sviluppate. E cosi è fuga di cervelli, perché seminare in un deserto è praticamente impossibile. Sono nuovamente in crescita i giovani ad emigrare verso il nord, come era stato tra gli anni 60 e70. I pochi che restano, laureati e non si appellano alla “divina provvidenza”( ovviamente solo i più fortunati).

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Mario Desiati, ospite illustre della seconda serata, giovane scrittore pugliese trasferitosi a Roma, nel presentare il suo ultimo libro, finalista del Premio Strega 2011, Ternitti ha lanciato alcuni importanti spunti di riflessione su elementi chiave del passato e del futuro dello sviluppo  della nostra terra e delle nostre tradizioni. Il tema principale della serata è stato l’Ambiente che sempre più si sta ammalando contagiato da distruttivi parassiti come le fabbriche e le discariche (lucido e reale è stato il documentario proiettato a fine serata, Con Disprezzo e con Amore presentato da Monica Nitti e Vittorio Vespucci, sul degrado socio ambientale di Taranto ammorbata dall’amorevole e crudele super fabbrica Ilva).  Molto affascinante e suggestiva è stata la riflessione dello scrittore martinese sui nostri tradizionali muretti a secco, trulli e lame sparse nelle nostre campagne. Per Desiati quelle pietre sono le anime eterne dei nostri antenati che vivono ancora assieme a noi, per questo vanno preservate dalla violenza della modernità e dal degrado che imperversa impazzito e senza controllo nelle nostre strade rurali.

 Ma come si possono tutelare i nostri paesaggi se siamo noi a distruggerli con le nostre stesse mani? Possibile che il nostro patrimonio extraurbano sia destinato ad essere una discarica a cielo aperto senza che nessuna autorità competente intervenga a fermare questo assurdo degrado? Parliamo tanto di valorizzazione del territorio. Appunto parliamo e basta, dato che i fatti sono altri. Basti guardare ad esempio, lo stato di inciviltà che regna sovrano a Curtomartino, a pochi passi da uno degli ospedali più importanti della Puglia, e da uno strategico centro di ricerca scientifico come l’Osservatorio Astronomico comunale. Non è certo questo il modo di valorizzare un territorio, soprattutto se la zona è interessata da un SIC (sito di interesse comunitario).

 La Puglia, l’intero Sud sono ancora lontani da uno sviluppo economico completo e maturo. In questa fase delicata più che mai è necessario guardare al futuro ma in maniera consapevole senza compromettere ulteriormente il nostro ambiente. E qui il pensiero andrebbe subito all’eolico e al fotovoltaico selvaggio, che in Puglia ha già dato il suo famelico contributo. Ecco perché serate come quelle organizzate dai nostri tre giovani concittadini servono a far riflettere, a mettere in moto le idee, a dare carburante pulito e vitale al nostro territorio. I libri, la cultura servono ad emancipare un popolo, un paese. E un paese è davvero libero, solo quando i suoi abitanti sono liberi di restare nella propria terra, con i propri cari e con le proprie tradizioni. Una libertà che il Sud deve ancora conquistare.

 

Commenti  

 
#1 nectar 2011-09-03 21:21
bellissima riflessione ma cosa c'entra con lo scopo del festival letterario???
 

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