Sabato 17 Novembre 2018
   
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L' EXCURSUS DI DON FELICE POSA SUGLI ULTIMI 70 ANNI

Mons._Felice_Posa

Dopo l’intervista all’arch. Lucarelli, direttore dei lavori (http://www.acquavivanet.it/attualita/2184-santagostino-il-cantiere-parla-larch-lucarelli.html) presentiamo ai nostri lettori un secondo approfondimento pubblicando integralmente il discorso pronunciato da Mons. Felice Posa, parroco della Chiesa di Sant’Agostino di Acquaviva delle Fonti, a conclusione della solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Mario Paciello, vescovo di Altamura –Gravina- Acquaviva.

Eccellenza Reverendissima, signor sindaco autorità militari e cari confratelli, fedeli tutti, otto mesi di meticoloso lavoro di restauro conservativo hanno ridato alla comunità di Acquaviva una delle chiese più eccellenti dell’intero patrimonio artistico locale. Una chiesa che fu edificata nella seconda metà del XVII secolo in stile tardo rinascimentale e che divenne Parrocchia nel 1939 per volere di sua eccellenza Mons. Domenico Dell’Aquila di felice memoria.

 Ciò che è stato effettuato è un nostro preciso dovere di salvaguardare, curare e rendere sempre più efficienti i beni che i nostri avi ci hanno consegnato, di tali beni dobbiamo ricordare sempre non siamo diventati proprietari ma solo affidatari, ne possiamo ammirare e utilizzare consapevoli però che poi dobbiamo trasmetterli alle generazioni successive integri e posaltare_magiore_s._agostinosibilmente impreziositi.

 Con riferimento agli ultimi settant’anni da quando fu costituta la comunità parrocchiale di Sant’Agostino tale dovere fu compiutamente assolto da alcune persone conosciute e amate da noi qui presenti, che hanno lasciato alla nostra chiesa parrocchiale segni indelebili di lavori appassionati, intelligenti e innovativi. Mi limito a ricordare solo due parroci di felice memoria e un sacerdote che ancora oggi vive con entusiasmo il suo ministero e nei ritagli di tempo continua a produrre preziose opere d’arte note, molte delle quali sono nelle case di nostri concittadini. Il ricordo riconoscente è prima di tutto per il caro don Vincenzo Cafaro primo Parroco che volle e fece realizzare il prezioso altare maggiore  [foto 1] sostituendo quello antico che recuperò i due archi a destra e a sinistra dell’altare ricollocandoli in fondo alla chiesa, uno all’ingresso dell’ufficio parrocchiale e l’altro dietro l’acquasantiera. 

altare_di_santa_Gemma-chiesa_s._Agostino-foto_I.Giorgio

Creò l’attuale sacrestia in un piccolo locale esistente a sinistra dell’abside, fino ad allora adibito a deposito e fu lui pure che quando venne ristrutturata la Cattedrale di Bari acquistò dal Capitolo di quella chiesa due altari di marmo, li trasferì qui e li dedicò a Santa Rita [foto 3] e a Santa  Gemma [foto 2].

altare_di_santa_Rita._chiesa_di_s._Agostino

Il ricordo poi altrettanto riconoscente va anche a don Vito Spinelli che durante il periodo in cui fu rettore della chiesa di San Benedetto fece venire da Roma un artista ungherese Giovanni Hajnal di fama internazionale e gli fece realizzare il mosaico della Madonna del Carmine primo mosaico in Italia ufficialmente inaugurato alla fine di giugno del 1951. Quando poi il 6 gennaio 1952 divenne parroco di Sant’Agostino al posto di don Vincenzo Cafaro nominato facente funzione di governatore dell’ospedale Miulli cominciò ad accarezzare l’idea un grande mosaico anche nella chiesa di Sant’Agostino, richiamò Hajnal ad Acquaviva e grazie al contributo economico di molti acquavivesi come testimonia una lapide attualmente sistemata nell’ufficio parrocchiale commissionò dapprima il grande mosaico del cuore di Gesù inaugurato e benedetto il 30 giugno 1956 da sua eccellenza Mons Giacomo Palombella di felice memoria, nostro concittadini arcivescovo di Matera e successivamente i mosaici di Santa Gemma e Santa Rita, dell’Agnello Pasquale sull’altare centrale e di Sant’Agostino sulla vetrata della porta centrale [foto 4], e fu pure lui che tra le tante opere fece costruire ex novo la casa della gioventù nei locali adiacenti per ospitare l’Azione Cattolica e le scuole catechistiche.

 

annunciazione_di_don_Giovanni_Tritto

Il ricordo infine anch’esso riconoscente va al nostro caro Don Giovanni Tritto che in occasione dei suoi primi dieci anni di sacerdozio realizzò e dono alla chiesa di Sant’Agostino il grande quadro dell’Annunciazione copia precisa dell’opera del Beato Angelico collocato sul lato sinistro dell’abside e firmato solo con le lettere GT.

vetrata_di_santAgostino

  Oggi con la cerimonia di benedizione e  con la celebrazione dell’eucarestia presieduta dal nostro vescovo Mons Mario Paciello viene riaperto al culto questo monumento di arte e di fede.

L’attuale intervento di restauro è stato possibile grazie all’Otto per Mille, al contributo della Diocesi del Vescovo, e a quello dei fedeli che attendiamo fiduciosamente. L’opera, tenacemente voluta dal nostro vescovo, è consistita in un lavoro restauro conservativo e di consolidamento, stuccatura e ritocco pittorico eseguiti sotto la direzione della Sovrintendenza dei Beni Culturali e Architettonici della Provincia di Bari, dall’impresa Cobar Costruzioni Barozzi di Altamura e guidati dalla nostra concittadina arch. Anna Maria Lucarelli.

 

Sant’Agostino titolare della nostra chiesa parrocchiale in un discorso pronunciato in occasione dell’apertura di una nuova chiesa disse e scrisse: “la dedicazione della una casa di preghiera è la festa della nostra comunità questo edificio è diventato la casa del nostro culto ma noi stessi siamo la casa di Dio, non diventiamo casa di Dio se non quando siamo uniti insieme dalla carità. Volendo Cristo Signore entrare e abitare in noi diceva all’atto di costruire ‘Vi do un comandamento nuovo che vi amiate gli uni gli altri’, dunque continuò sant’Agostino quanto vediamo materializzato nei muri sia fatto spiritualmente nelle anime e ciò che vediamo compiuto nelle pietre si compia nei vostri corpi per opera della grazia di Dio. Faccio mia l’esortazione di Sant’Agostino e come parroco con forza la rivolgo anche a voi che oggi siete presenti nella nostra chiesa a tutti coloro che costituiscono la comunità parrocchiale di Sant’Agostino e a tutti gli acquavivesi. Sono certo comunque che è anche desiderio del nostro vescovo più volte espresso durante il suo ministero episcopale in mezzo a noi essere uniti nell’ascolto della parola del Signore, nell’eucarestia segno di unità e nell’esercizio delle opere di carità. Grazie!”.

Una Santa Messa quella di ieri sera, ricca di spunti di riflessione: Mons Paciello nella sua omelia ho toccato infatti molti temi, una liturgia ben curata, animata dal coro della Cattedrale diretto da Gianfranco Giorgio. Grande è stata la partecipazione da parte dell’assemblea accorsa numerosa insieme alle autorità civili e militari per la riapertura al culto di uno dei più preziosi e antichi edifici religiosi della nostra città così come la commozione e la gioia del suo parroco.

mons_Paciello_a_santagostino

 “Don Felice- ha concluso il vescovo Paciello [foto 5]-  ha ricordato altri operatori, è chiaro che non ha menzionato se stesso ci ha tenuto tanto affinché la chiesa di Sant’Agostino riacquistasse lo splendore originale e anche di più.

Io e voi lo ringraziamo per questa insistenza e impegno che lui ha messo, voglio ringraziare anche io l’arch. Anna Maria Lucarelli che insieme a don Nunzio Falcicchio, Direttore dell’Ufficio per L’edilizia di Culto della Diocesi non soltanto per Sant’Agostino ma per molti altri edifici e chiese della nostra Diocesi si stanno impegnando con tanta dedizione e amore per recuperare ciò che era andato degradato per consegnarlo ai presenti ma soprattutto ai posteri, grazie alla collaborazione con altri tecnici sta recuperando molti beni culturali e sta realizzando tante opere di cui d’altra parte aveva bisogno.

Ringrazio il sindaco le autorità militari che ci hanno onorati della loro presenza, per il contributo dell’amministrazione dei fedeli per la pulizia della chiesa la preparazione della liturgia ai ministranti, lettori, coro il mio grazie per la vostra collaborazione a vivere questa giornata nella fede, spiritualità e nella gioia. L’augurio che vi faccio è che il cuore di Sant’Agostino, Sant’Eustachio e Santa Lucia si allarghi tanto da respirare tutti con un unico polmone formato da queste meravigliose componenti”. 

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