Martedì 20 Novembre 2018
   
Text Size

IL TAR HA DECISO: CENTRONE NON PUO’ FARE IL DIRIGENTE

TAR-bari

Ennesima tegola, dopo la sentenza della Corte dei Conti del 06/05/2011, per il Comandante della Polizia Municipale di Acquaviva delle Fonti Giovanni Centrone.

 Il Tar di Puglia della sede di Bari, infatti, con sentenza del 09/07/2011 n. 01053 ha respinto i ricorsi presentati dal Comandante, contro alcuni decreti sindacali emanati sia dalla precedente amministrazione comunale che dall’attuale.

Giovanni Centrone sin dal 2009 attraverso i suoi legali (avv.ti. Luigi Paccione e Giuseppe Delle Foglie) ha impugnato dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale di Bari alcuni decreti sindacali emessi sia dal precedente inquilino di Palazzo De Mari Franco Pistilli sia dall’attuale Primo Cittadino Francesco Squicciarini. Il Comune citato in giudizio si è difeso tramite l’avv. Lorenzo Spinelli.

Dalla sentenza è possibile leggere:

Con ricorso notificato al Comune di Acquaviva, il sig. Giovanni Centrone, Comandante della Polizia Municipale del Comune di Acquaviva delle Fonti, ha chiesto l’annullamento del decreto sindacale del suddetto Comune n. 4 del 25 febbraio 2009, avente per oggetto la “Ridefinizione ed attribuzione degli incarichi dirigenziali”… ha chiesto altresì l’annullamento delle note direttoriali prot. n. 3584 e n. 3588 del 26 febbraio 2009”… nonché degli attuali decreti emanati dal Sindaco Squicciarini  concernenti rispettivamente l’affidamento dell’incarico di responsabile di “posizione organizzativa” e gli indirizzi operativi e di gestione per l’espletamento dell’incarico stesso”.

I magistrati in camera di Consiglio dopo aver esaminato il ricorso principale presentato da Centrone e le difese del Comune, hanno deciso la legittimità dei provvedimenti sindacali impugnati, per tanto in conformità a quanto sostenuto dal rappresentante legale del Comune di Acquaviva l’allocazione del servizio di Polizia Municipale e del suo comandante in posizione di staff al Sindaco risulta conforme al disposto della legge n. 65 del 1986 e pertanto legittima.

“In riferimento alla asserita violazione delle suddette norme procedimentali della legge n. 241 del 1990 il Collegio deve precisare che l’atto impugnato, pur avendo natura mista di atto di macro organizzazione, in quanto ridefinisce l’organizzazione dei servizi e dispone l’allocazione del servizio di Polizia Municipale in posizione di staff al Sindaco e di atto di micro organizzazione, in quanto oltre a definire le singole posizioni dirigenziali designa i singoli dirigenti quali titolari delle posizioni dirigenziali dal decreto stesso individuate, nella fattispecie oggetto di gravame viene in rilievo quale un atto di macro organizzazione, come peraltro qualificato dallo stesso ricorrente, in quanto oggetto del presente giudizio è unicamente il riscontro della conformità a legge dell’assetto organizzativo dell’amministrazione relativo alla posizione attribuita al Comandante della Polizia Municipale”.

Il ricorso per tanto a detta dei giudici amministrativi risulta in parte inammissibile in parte infondato e pertanto meritevole di rigetto.

In sintesi il Collegio ha stabilito che il Comandante della polizia Municipale Giovanni Centrone rimane un funzionario di categoria D6 e non un Dirigente Comunale (come lo sono invece il Dirigente dell’UTC, il Dirigente del Settore Finanziario e il Segretario Comunale). Inoltre il servizio di Polizia Municipale resta subordinato alla figura istituzionale del Sindaco.

La sezione di Bari del Tar di Puglia ha infine condannato, (sentenza che si aggiunge a quella della Corte dei Conti per un  risarcimento di 342.000 €), il Comandante Centrone al pagamento delle spese processuali e degli onorari di giudizio (pari a € 3.000,00), che saranno liquidati in favore del Comune di Acquaviva delle Fonti.

Fonte:

http://www.giustizia-amministrativa.it/

Di seguito alleghiamo la sentenza del Tar:

 

Commenti  

 
#2 misonorotto 2011-07-31 17:31
Caro "attento lettore" non hai capito bene, il comandante per diventare dirigente deve fare il concorso, e si deve misurare con altri laureati. Anzi se proprio la dobbiamo dire tutta, dopo la condanna della C.d.C. al pagamento della somma di € 342.000, la sua posizione appare alquanto incompatibile per evidente danno all'immagine dell'Ente comune e per il ruolo che riveste. Cosa aspettano gli amministratori ad agire?
Meditate, meditate gente.
 
 
#1 attento lettore 2011-07-23 18:43
Se ho capito bene..in pratica Pistilli fece i decreti nominando l'Ingegnere, il Ragioniere Capo, e il Segretario dirigenti al vertice dei rispettivi uffici, mentre il Comandante sempre al vertice dell' ufficio, del comando, ma da funzionario, ossia in pratica, stesse funzioni e stesse responsabilita' di vertice, ma con la meta' dello stipendio. Decreto che ha ripetuto Squicciarini, in alternativa alla nomina che avrebbe fatto cessare la materia del contendere.
Per questo c'e' stato ricorso al tar al decreto di Pistilli..e poi ci sara' il consiglio di stato e poi..ancora avanti!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI