Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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INTERVISTA AL PRES. DELL'ASS. AVV. E PRATICANTI DEL TRIBUNALE DI ACQUAVIVA

avv._Luciano_Iacobellis

 

La tradizione di comporre lettere anonime ad Acquaviva è un uso ormai più che consolidato. Questa usanza è entrata negli usi e costumi di questo paese, facendo a volte abbassare notevolmente il livello di civiltà e decoro della nostra cittadina. In questa settimana ci siamo occupati di un esposto anonimo che accusava di conflitto di interessi il Presidente del Consiglio Angelo Maurizio e l’Ass. alle Attività Produttive Vincenzo Casucci. Per una serie di incomprensioni e allusioni (provocatorie?) è stata tirata in ballo, in questa incresciosa situazione, l’Associazione degli Avvocati e Praticanti del Tribunale di Acquaviva delle Fonti. Abbiamo pertanto incontrato il neo Presidente dell’Ass. Avv. Luciano Iacobellis, per cercare di diramare e fugare ogni dubbio su questo episodio. 

 

Avvocato, nel corso della conferenza stampa tenutasi il 29 Giugno scorso, il Presidente del Consiglio Angelo Maurizio ha cosi dichiarato: “questa mattina siamo stati convocati dinanzi al delegato del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari, al quale abbiamo spiegato le nostre ragioni…abbiamo inoltre avuto modo di visionare l’originale della lettera contenente l’esposto anonimo in questione…ebbene la lettera ha come mittente la Presidenza dell’Associazione Avvocati e Procuratori del Tribunale di Acquaviva delle Fonti, che se non vado errato dovrebbe essere anche il destinatario…con questo non vogliamo alludere a nulla ma comunque resta un dato oggettivo”. Qual è il suo pensiero a riguardo di queste allusioni nei confronti dell’Associazione di Avvocati di cui lei è Presidente?

“Anzitutto mi permetta una doverosa premessa. La mia associazione è ben grata del lavoro quotidiano svolto dalla vostra redazione e dalle altre testate locali, perché con i vostri servizi giornalistici offrite un’informazione puntuale e corretta alla nostra cittadinanza. Gli articoli pubblicati dal vostro giornale il 29 e 30 Giugno scorsi sull’argomento indicato, però, hanno lasciato molto perplessi me ed altri Colleghi. Sia pur con linguaggio dubitativo e generico, infatti, in quegli scritti non si esclude che la paternità dell’esposto anonimo in questione possa farsi risalire alla nostra Associazione. Trattasi di ipotesi a dir poco assurda su cui è bene fornire qualche chiarimento e subito dopo calare il sipario ad evitare ulteriori malintesi che non potrebbero più essere tollerati. Stiamo ai fatti! Si  verifica che qualcuno, volendo screditare, per ragioni sue, le figure istituzionali e professionali dei colleghi Casucci e Maurizio oltre che del Segretario Comunale (che nulla ha da spartire con gli Avvocati), invia un esposto anonimo anche al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Come si legge nel vostro giornale, l’avv. Maurizio, convocato con l’avv. Casucci dal Delegato del nostro Consiglio dell’Ordine per chiarire i fatti di cui all’esposto, esamina il plico e rileva che l’ “anonimo” ha indicato la nostra Associazione come mittente e come destinataria. E allora? Che cosa si può ricavare da questi soli dati di fatto? Anche a me, quale Presidente dell’Associazione  è arrivato quell’esposto anonimo e nel mio caso il plico indicava, nel contempo, come mittente e come destinatario il Presidente del Consiglio dell’Ordine. L’ipotesi che il vero mittente coincidesse con quello formalmente indicato dall’ “anonimo”, però, non mi ha sfiorato nemmeno per un attimo per ragioni di tale evidenza che sarebbe qui offensivo per chi legge stare a dare spiegazioni. Io sono più che certo che altrettanto ha ritenuto l’avv. Angelo Maurizio e che le parole da lui pronunciate durante la conferenza stampa non sono state mai finalizzate ad avanzare  ipotesi assurde di coinvolgimento della nostra Associazione! 

Non crede che sia un anomalia tutta acquavivese quella di produrre continui esposti anonimi? A suo parere questo non abbassa ulteriormente il livello di civiltà in questo paese?

“Non ho dati statistici per valutare la dimensione del fenomeno a livello locale. Penso che gli esposti anonimi siano perlopiù il frutto di sentimenti poco nobili ed inconfessabili (invidia, brama del potere, cattiveria fine a se stessa o altre cose del genere).  A volte, però, una lettera anonima riviene dal timore delle conseguenza per aver denunciato illeciti comportamenti che si stanno effettivamente perpetrando. Se si nutre quest’ultimo sospetto è bene effettuare accurate indagini, verificando i fatti riferiti con riscontri oggettivi e soggettivi (documenti, testimonianze etc…). Tanto può (e deve) essere fatto anche nell’ambito di un’inchiesta giornalistica, ma sempre con massimo scrupolo e prudenza ad evitare di ledere ingiustamente e pesantemente diritti altrui.

Avvocato, tralasciamo questo spiacevole argomento e parliamo del ruolo sociale e culturale che da circa dieci anni l’Associazione che lei rappresenta in qualità di Presidente, svolge nella nostra comunità. A suo parere il ruolo dell’Avvocato si può esaurire solo nelle aule di un Tribunale?

“La nostra associazione è nata agli inizi degli anni 2000 per alcune esigenze specifiche all’epoca avvertite dalla nostra categoria riguardo all’organizzazione degli Uffici Giudiziari. Negli anni successivi la nostra attività è andata incrementandosi per la sempre più avvertita necessità di formazione e per dar vita ad un costante aggiornamento professionale. In tale contesto, nel tempo, è emersa anche la volontà di diffondere sempre più il seme della Cultura della Legalità fuori dei nostri soliti ambienti di lavoro mettendo a disposizione della collettività le nostre specifiche conoscenze su problematiche particolarmente avvertite. Nello scorso Maggio, ad esempio, la nostra Associazione in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati, le scuole e le istituzioni di Acquaviva, Gioia, Santeramo e Cassano, ha organizzato una riuscita manifestazione denominata un “Albero per la Legalità” in coincidenza con l’anniversario della Strage di Capaci in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, sua moglie e la sua scorta. Un'altra azione concreta della nostra associazione nel recente passato è stata quella di aver dato concreto impulso e sollecitazione al trasferimento degli Uffici Giudiziari del nostro Tribunale nei plessi dismessi dell’ex Miulli. Per questo devo ringraziare il mio predecessore l’Avv. Alessio Carlucci che con costanza e tenacia ha perseguito tale obbiettivo. Visto che, da quanto riferitomi, ogni necessaria intesa tra il Tribunale di Bari, il Comune di Acquaviva e l’Amministrazione del “Miulli” dovrebbe essere stata perfezionata, spero si possa dare speditamente inizio ai necessari lavori di adeguamento”.

A proposito del Tribunale, sembrerebbe che nel piano delle opere pubbliche triennali la nuova Amministrazione abbia reinserito la costruzione della sede del nuovo Tribunale all’interno della zona ex 167. Dato l’impegno profuso per raggiungere un importante obbiettivo qual è il suo pensiero a riguardo?

“A dire la verità apprendo solo in questo momento questa notizia. Pochi mesi fa, comunque, abbiamo avuto conferme dal Sindaco sul trasferimento nei vecchi plessi del “Miulli” e ci sono state consegnate anche planimetrie su cui è possibile vedere il dislocamento degli uffici nella sede del Tribunale nei plessi del vecchio Ospedale “Miulli”.

Torniamo al tema degli incarichi legali, in un intervista rilasciata alla nostra testata giornalistica, il Consigliere di centro destra Avv. Claudio Solazzo ebbe ad accusare l’amministrazione Squicciarini di conferire “incarichi legali a parenti di assessori e a colleghi di studio di rilevanti esponenti politici della maggioranza”. Da uomo di legge qual è il suo parare a proposito?

“Non entro nel merito delle questioni politiche, la nostra Associazione è apolitica e apartitica. Comunque, in occasione di un incontro avuto, abbiamo sollecitato il Primo Cittadino ad istituire un Albo di giovani Avvocati cui si possano affidare, a turno, gli incarichi legali di valore meno impegnativo”.

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