Domenica 18 Novembre 2018
   
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UDIENZA: FOTO E DETTAGLI DI UNA GIORNATA DI "ORDINARIA FOLLIA"

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AcquavivaNet presente sabato scorso nella Sala Paolo VI in Vaticano all’udienza (http://www.vatican.va/video/index.html) del Santo Padre, Benedetto XVI propone ai suoi lettori una ricca Fotogallery della giornata e un’intervista esclusiva a Don Mimmo Natale, parroco della Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Acquaviva delle Fonti e responsabile Diocesano dell’Ufficio Pellegrinaggi, Sport e Tempo Libero.  

 

Abbiamo appena vissuto una giornata ricca di emozioni, dal sacrificio del viaggio, all’attesa dinanzi al colonnato, siamo passati con la Preghiera attraverso la condivisione fraterna, per poi arrivare al tanto atteso momento dell’incontro con il papa Benedetto XVI.  

 Molti i temi toccati dal Santo Padre nel messaggio rivolto alla nostra Diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti (http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/july/documents/hf_ben-xvi_spe_20110702_altamura-acquaviva_it.html), vuole condividerne con noi qualcuno? Lei è stato uno dei protagonisti della macchina organizzativa, vuole raccontarci la sua esperienza ma soprattutto le sue emozioni?

Oggi abbiamo vissuto una giornata di ‘Ordinaria Follia’, intendo riferirmi alla bellezza di questo mettersi in gioco nella vita della Chiesa, nella passione della evangelizzazione. È stato emozionante senza ombra di dubbio- ci ha comunicato don Mimmo Natale - vedere questo grande afflusso di gente della nostra terra, lì c’era la nostra Chiesa, eravamo oltre 7000 persone in aula Paolo VI. La Diocesi ha organizzato ben 134 pullman, 10 da privati, per cui abbiamo superato i 130 autobus, molti poi ci hanno raggiunti con le loro macchine. Eccezionalmente per questa udienza ci è stato concesso di parcheggiare all’interno del colonnato. Una delle cose che mi ha colpito è avvenuta dopo l’udienza, alcuni amici sacerdoti hanno sentito il bisogno di abbracciarmi e ringraziarmi per aver reso possibile con l’organizzazione questa esperienza di comunione.

Nel suo messaggio il papa ha detto che la forza della Chiesa sta nell’essere un popolo, non dei singoli, dobbiamo sempre di più recuperare questo aspetto. Sono sempre di più convinto che si cresce solo insieme, quando ci si chiude nel proprio orticello si inizia a fare la muffa si perde la bellezza e la freschezza dello Spirito, noi siamo se siamo Comunità, Popolo.  

Una seconda riflessione che vorrei condividere è l’invito ad essere una ‘Comunità Educante’. I vescovi italiani hanno sottolineato per questo decennio il tema delle sfide educative e la responsabilità educativa che abbiamo come cristiani. Il papa lo ha ripreso nel suo messaggio e lo ha sottolineato alla nostra Chiesa Diocesana in un clima sinodale. L’invito a risentire la responsabilità di educare le nuove generazioni, ad essere maestri e testimoni di valori penso sia un chiaro invito a non tirare i remi in barca in quello che è il compito principale della Chiesa, parlare di Gesù Cristo. Come osservazione su questo tema pensavo a come il mondo degli Oratori e delle realtà giovanili sia un luogo dove questo va riscoperto e ripotenziato. Nelle esperienze che abbiamo iniziato quest’anno di formazione dei giovanissimi e degli animatori di oratori estivi, ci siamo resi conto di quanto si ritorni a vivere parlando e utilizzando il linguaggio dei giovani, usando il Gioco come strumento e contenuto si può anche evangelizzare.

Un terzo aspetto è l’invito che mons. Mario Paciello, vescovo della nostra Diocesi ha fatto al  papa: ‘Venire nella nostra Terra’. Non è di poco conto un invito del genere, noi siamo una piccola Diocesi dell’entroterra barese. Questo invito è molto forte, può sembrare un sogno utopico, ma portare il papa in una diocesi così piccola com’è la Murgia dice questo ponte tra le piccole realtà locali e il mondo intero, non so se avrà un risvolto o una continuazione. Gli organizzatori del Vaticano hanno avvertito il calore e la passionalità, l’umanità propri della nostra Terra, quelle specificità che ci invidiano in tutte le parti del mondo: il calore, la passionalità e l’umanità penso siano un tesoro da custodire e offrire alla Chiesa italiana”.

Il Santo Padre ha nominato poi i sacerdoti e le famiglie, vero?

“Si tratta si due temi molto cari al papa, nel suo messaggio li ha riconsegnati ad una Terra che è ancora ricca di Vocazioni sacerdotali e dove la Famiglia ha ancora i suoi valori e la sua forza. All’udienza erano presenti molti rappresentanti delle Istituzioni, ho letto questo come un invito a mettere la Famiglia al centro della legislazione, a custodirla insomma”.

Il ruolo degli Oratori crede sia fondamentale per riunire le famiglie e contribuire alla crescita dei ragazzi?

 "In questi giorni, abbiamo notato come partendo dai ragazzi si possano mettere in gioco gli adulti, mi ha colpito tantissimo proprio nell’ultima giornata della Colonia estiva come i genitori si siano messi in gioco con i loro figli. Spesso gli adulti tendono a perdere un aspetto importante: la dimensione ludica della loro vita. L’Oratorio crea quell’ambiente di spensieratezza, in cui cadono i cliché, si è tutti uguali, dai ragazzi si arriva ai genitori e vice versa in questo compito educativo molto importante”.

Per quanto riguarda invece la macchina organizzativa di questo grande e straordinario evento?

Ad ottobre abbiamo richiesto questa udienza per il Sinodo Diocesano, a metà maggio ci è stata data conferma, ormai non ci speravamo più … in un mese e mezzo abbiamo messo in moto la macchina organizzativa.

È stato bello al termine dell’udienza quando insieme agli altri due coordinatori degli ambiti (don Alessandro Amapani per la Liturgia in sala, Don Nunzio Falcicchio per il rapporto le Istituzioni e la parte burocratica, e io per organizzazione dei pullman, la mediazione con le Parrocchie, e la risoluzione dei problemi logistici) ringraziandoci a vicenda, ci siamo detti che se non ci fossero queste tre anime che nello specifico hanno seguito tre settori diversi ma che hanno lavorato insieme non si sarebbe potuto far girare la macchina. Questo è stato il segreto di questa esperienza. Si realizzano grandi cose solo se le si fanno insieme, non da soli, mettendo ognuno le proprie capacità a disposizione della Chiesa. Non siamo una società che organizza eventi, specializzata in questo settore, mi è sembrato che sostanzialmente siamo riusciti a metter su questo evento, non senza sacrifici, mantenendo l’anima di quello che stavamo facendo, dandogli anche una certa qualità.

Se vivessimo sempre così anche il nostro essere cristiani penso che potrebbero cambiare molte cose. Terminato questo evento cambieranno i registi e le cose da fare, speriamo però di poter vivere ancora questa passionalità missionaria 'Caritas Christi Urget Nos' (frase che accompagnava gli anni della formazione di noi sacerdoti). Siamo sacerdoti e animatori non a tempo, a luogo e a progetto, ma di cuore, per noi l’unico grande obiettivo è raccontare Gesù Cristo nelle nostre Comunità”.

 

Di seguito i momenti più significativi della visita a Sua Santità Benedetto XVI attraverso gli scatti realizzati da Isabella e Antonella Giorgio, Antonio Pugliese):   

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