Giovedì 15 Novembre 2018
   
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TAR DI BA: "RIPRISTINATA CLASSE DEL LICEO MUSICALE DI ACQUAVIVA"

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Più dei tagli alla scuola conta il diritto allo studio

Dopo il liceo classico "Socrate" di Bari, tocca al liceo musicale di Acquaviva delle Fonti cantare vittoria contro i tagli del ministro Mariastella Gelmini.

Il Presidente della III sez. del Tar Puglia – sez. di Bari, Pietro Morea, ha disposto la riapertura di una classe prima di nuova istituzione del liceo musicale di Acquaviva soppressa a causa dei tagli previsti dalla circolare ministeriale del marzo scorso sugli organici.

I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta avanzata dai genitori degli alunni di una classe del liceo musicale. L'obiettivo era la sospensione di una delibera del Consiglio d'istituto con cui si decideva, visto il diktat imposto dall’amministrazione scolastica, di respingere la richiesta di ammissione alla classe prima del liceo musicale di ben 17 candidati sui 44 complessivi nonostante tutti avessero superato il test di ammissione.
Infatti, all’unica classe precedentemente autorizzata dall’ amministrazione scolastica, erano stati ammessi 27 alunni, un numero comunque elevato visto che, in barba alle norme che tutelano il diritto all’inserimento ed allo studio dei disabili, del gruppo classe fa parte anche un alunno disabile il cui diritto a stare in una classe composta di 20 alunni – e non di 27 – era stato praticamente ignorato.

Ad onor del vero va detto che la delibera del Consiglio d’istituto era coerente con le direttive (immediatamente contestate con diffida formale dalla FLC CGIL di Bari) previste dall’Ufficio scolastico regionale e provinciale, che imponevano ai dirigenti scolastici di scavalcare tutte le norme che tutelano il diritto all’inclusione dei disabili inserendoli in classi sempre più simili ad un pollaio pur di garantire i tagli imposti dalla Gelmini.

"Ancora una volta  -  sottolinea Claudio Menga (Flc Cgil  Bari)-  i giudici ribadiscono l'illegittimità di ogni forma di limitazione al diritto allo studio e riaffermano che le norme sulla razionalizzazione delle risorse umane (DPR 81/09), il decreto sugli organici 2010/11 (D.I. 55/10)  e la circolare ministeriale n. 59 del 23/07/2010 non possono ledere, per mere esigenze di cassa, il diritto allo studio delle famiglie e dei loro figli.

 Ancora una volta, dunque, i genitori e i cittadini della provincia di Bari  -  conclude la nota  -  vincono una battaglia di civiltà, prima ancora che legale e la Flc di Bari accoglie con piena soddisfazione questa sentenza della magistratura che anche a Bari, come in altre parti d'Italia, sta sconfessando la linea controriformistica sull'istruzione pubblica adottata dalla Gelmini".

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