Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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IL PUNTO SU RIFIUTI, ACQUA, ENERGIE RINNOVABILI

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Rifiuti, acqua come bene comune, ambiente ed energie rinnovabili questi i temi analizzati venerdì scorso durante l’incontro-dibattito organizzato dall’Associazione L’incontro Onlus in collaborazione con Cittadinanzattiva di Acquaviva delle Fonti presso la sala conferenze dell’Ala Nord di Palazzo De Mari.

Un’iniziativa meritevole e degna di lode, per le problematiche analizzate e gli spunti di riflessione offerti dai relatori in vista dell’imminente Referendum del 12 e 13 giugno 2011, che però, per dovere di cronaca, segnaliamo ha registrato poca partecipazione di pubblico.

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Un’oretta di lavori moderata magistralmente da Costantina Capozzo, agli interventi è seguito il dibattito e la possibilità di acquistare a prezzo ridotto l’ultima fatica del prof. Pietro SANTAMARIA, intitolata L’Ultimo chiuda la discarica” edito da Levante Editori frutto dello studio e dell’esperienza maturata come amministratore. “Il professore è Ricercatore presso il Dipartimento Scienze Agro-Alimentari e Territoriali dell'Università di Bari ‘Aldo Moro’, è stato dal 2005 al 2010 inoltre assessore all’Agricoltura, all’Ecologia e Ambiente presso il Comune di Mola, autore di numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali. Il libro di denuncia e difesa dell’ambiente -ha precisato la Capozzo- che fa riferimento alla Discarica in Contrada Martucci a Conversano e alle problematiche relative la gestione dei rifiuti”.

Con dati alla mano ha parlato di costo dei rifiuti e di impatto ambientale, ha poi offerto un breve ma dettagliato excursus della sua pubblicazione in particolare sulla storia della discarica di Contrata Martucci presso la quale l’ATO BA 5 confluisce i rifiuti della Lombardi Ecologia, dell’esponenziale e progressivo aumento dei costi del servizio, dell’ambiente circostante la cui agricoltura (vigneti, uliveti, carciofeti) è sofferente e compromessa dai bio gas provenienti dal terreno e inquinamento della falda acquifera; delle proteste attuate e dei successi conseguiti, insistendo infine sull’importanza del controllo e della raccolta differenziata. Ha concluso indicando il ‘Principio delle 4 R’, la Gerarchia dei Rifiuti: “dovremmo Ridurre i rifiuti, riutilizzarli, riciclarli, recuperare materia o al limite energia e ridurre il più possibile le quantità di rifiuti da smaltire in discarica. Il problema è che la gestione dei rifiuti con tutte le sue fasi di raccolta, trasporto, produzione del CDR e dello smaltimento è condotta dallo stesso soggetto che fa il buono e il cattivo tempo”.

Riportiamo quanto affermato dal prof. Santamaria: “Dovete sapere che fino al 7 gennaio del 2010 una tonnellata di rifiuti portata in discarica costava 50,82 euro/t a questo costo si deve aggiungere l’IVA e l’Ecotassa. Dal 7/1/2010 al 28/3/2011 al costo di smaltimento in discarica si è aggiunto il costo della bio stabilizzazione, operazione obbligatoria perché bisogna ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti che finiscono in discarica. Dal 28/3/2011 il costo dei rifiuti, nel nostro bacino l’ATO/BA 5 che comprende oltre Acquaviva altri venti Comuni, è ulteriormente aumentato arrivando a 87,37 Euro/t prevedendo oltre lo smaltimento in discarica:

- la bio stabilizzazione

-la sperimentazione per produrre combustibile derivato da rifiuti che dovrebbe essere utilizzato nel forni industriali e inceneritori.

Dal 28 aprile i nostri rifiuti costano 110,76 euro/t  e finiscono per metà in discarica e metà in combustibile derivato da rifiuti trasportati a Massafra per essere inceneriti, a cui si aggiunge l’IVA ed Ecotassa. Tra qualche giorno il costo dei rifiuti aumenterà ulteriormente arrivando a 125 euro/t, in pratica negli ultimi due anni il costo è raddoppiato”.

Entrando nel dettaglio sulla nostra città ha ricordato che “ad Acquaviva è in atto un contratto del servizio rifiuti alla Lombardi Ecologia che è in proroga dal 2003, partito il 1° gennaio 1998, un affidamento del servizio a corpi che prevedeva un costo fisso per 7850 /t all’anno. Nonostante fosse a corpo spesso la Lombardi ha chiesto aumenti per gestione e lo smaltimento. Qualche settimana fa in appello è stata disposta una sentenza che prevede il risarcimento al Comune di Acquaviva di oltre mezzo milione di euro a carico di funzionari ed ex funzionati che avevano dato l’ok per somme anche fuori bilancio su richiesta della Lombardi Ecologia.

La raccolta differenziata ad Acquaviva ha una percentuale davvero molto bassa pari al 15-16%. Se nel 2009 per il servizio è stato pagato un costo di circa 436 mila euro, nel 2010 è stato di circa 678 mila euro, nel 2011 si attesterebbe attorno a 950 mila euro,  quindi 50 euro /Ab solo per lo smaltimento, a cui si deve aggiunge il costo del servizio. Il costo dei rifiuti è esagerato, in Italia abbiamo problemi di occupazione e costo della vita, il costo dei rifiuti continua ad aumentare mentre la qualità del servizio lascia a desiderare”.

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Federico CUSCITO, Referente Provincia Bari Per Acqua Bene Comune ha nel suo intervento approfondito i due quesiti sull’acqua del Referendum del 12 e 13 giugno. Il 1° quesito referendario relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica va a bloccare il processo di privatizzazione, propone l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, la cosi detta Legge Tremonti.Questa legge – ha puntualizzato Cuscito- prevede che l’anno prossimo entrino nell’azionariato dei servizi idrici integrati almeno al 40% dei gestori privati, questa percentuale dovrebbe allargarsi entro il 2015 arrivare all’80%. Se questa legge non dovesse essere approvata attraverso il Referendum non ci sarebbe più la possibilità di gestire gli acquedotti in maniera pubblica, ma soltanto privata.

Questa legge è stata presentata come un obbligo a cui il nostro governo ha dovuto obbedire perché si dice che l’U. E. ha costretto a privatizzare i servizi idrici integrati. Questo non è vero. Nel 1999 l’Europa ha chiesto agli stati Membri di scegliere quali erano i servizi pubblici a carattere generale da salvaguardare e quali a carattere economico da privatizzare attraverso gare. Chi subentra? Multinazionali potenti che cercano mercati stabili come quello dell’ acqua, non si può pensare ad un calo di consumo di questo bene primario”.

Tra le dilaganti mistificazioni ha ricordato quella secondo cuiil privato nella gestione dei servizi idrici porta vantaggi incredibili. Privatizzare la gestione delle reti idriche sostanzialmente significa privatizzare l’acqua che esce dal rubinetto. Così come viene ripetuto a tamburo battente che con il privato c’è un miglioramento dei servizi in un regime di concorrenza, e che si realizza l’abbattimento delle tariffe. Non esiste in Italia un caso di gestore privato che ha abbassato le tariffe. È stato portato ad esempio il caso di Acqualatina Spa (a 51% dei comuni di Latina, Aprilia e per il 49% dei privati) il cui aumento è arrivato al 300%. (Per saperne di più: http://www.youtube.com/watch?v=HO1UbepSqjw ) quando i cittadini si sono riuniti in un comitato di protesta, i gestori hanno tagliato il servizio.

Il 2° quesito referendario chiede, invece, l’abrogazione dell’articolo 154, comma 1 del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In pratica impedisce di fare profitti sull’acqua. Ha poi concluso il suo intervento sottolineando che con la mancanza adeguata di spot sulle televisioni pubbliche, non sarà semplice raggiungere il quorum dei 25 milioni di italiani.

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Il 12 e il 13 Giugno prossimo Vota Si al Referendum.

Per parlare di ambiente ed energie Rinnovabili -riprende Costantina Capozzo- ho invitato Elvira Tarsitano, biologa presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, Presidente A.B.A.P. Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, da sempre si occupa di ambiente, premiata recentemente dalla presidenza alla Consulta del Comune di Bari".

“In questa campagna referendaria siamo particolarmente impegnati, ricordo - ha comunicato la Tarsitano-  che si vota anche per il Nucleare. Non esistono centrali nucleari sicure! Le energie rinnovabili vanno bene ma è necessaria una politica seria di programmazione sul dove fare questi impianti rispettando la vocazione dei territori. Si innescano interessi e profitti che in natura non esistono e che si ritorcono inevitabilmente contro noi stessi. Dobbiamo assolutamente vigilare. Sono orgogliosa di essere ambientalista!”.

È stato poi presentato un video per indurre la riflessione su rifiuti, energia, cambiamenti climatici, biodiversità e nucleare.

Commenti  

 
#1 claudioD 2011-05-29 19:42
Esiste un dato ineluttabile. Per produrre l'80% della energia necessaria all'uomo bruciamo le fonti fossili, il che immette CO2 nell'atmosfera alimentando l'effetto serra. Ogni anno nei paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) milioni di persone si aggiungono alla classe media e adottano modelli di vita occidentali. Dire no al nucleare, che non è sicuro, ma di sicuro non produce C02, dire non qui e nemmeno lì alle rinnovabili che con tutti i loro difetti sono anch'essi un'arma contro il diossido di carbonio non credo che sia un buon modo di risolvere questo problema.
 

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