Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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LA SINTESI COMPLESSIVA DEL COMITATO CITTADINO PRO MIULLI

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Presentiamo di seguito la ‘sintesi complessiva della questione Miulli’ proposta dai componenti del Comitato Cittadino Pro MIULLI. 

"L’avv. Francesco Miulli il 14 novembre 1712, depose il suo testamento presso un notaio, il quale, secondo le diposizioni ricevute, l’aprì alla sua morte, avvenuta il 21 febbraio 1713. Nel testamento il Miulli lasciava tutti i suoi beni “all’ospedale di Acquaviva seu a li poveri infermi di Acquaviva”. La reiterazione del nome della nostra Città dimostra qual era la destinazione dei suoi beni: Acquaviva ed i suoi poveri, beneficiari unici ed assoluti. Per fare lievitare la massa finanziaria di base, raccolta alla sua morte, si doveva attendere, per dare avvio all’attività dell’Ospedale, 20 anni, come di fatto è avvenuto. L’avv. Miuli aveva anche disposto che i malati fossero ospitati nelle sue ‘case palazziate’ e dovevano essere “ben trattati, ben pasteggiati”, con biancheria pulita.

 

La gestione dell’Ospedale era stata meticolosamente disposta nel Testamento su un organigramma, che vedeva l’Arciprete nella funzione di Governatore, un Procuratore seu Amministratore dei beni, eletto dai Canonici e Pimiceri, e due Revisori dei conti, eletti rispettivamente dal Governatore e dai Canonici. Queste cariche, in caso di rinuncia o di non osservanza delle disposizioni testamentarie, dovevano essere ‘alternate’ dal Sindaco e dal Consiglio Comunale di Acquaviva.(art. 21).

 

Non esiste nessun cenno nel Testamento ad una confluenza delle sostanze del Miulli nell’Ospizio dei Pellegrini del can. Lorenzo Molignani, come afferma una diffusa e storicamente fallace propaganda di parte ecclesiastica, perché anche l’istituzione del Molignani si configurava come Opera Pia e non come Ente Ecclesiastico, se pure gestita unicamente dall’Arciprete. D’altra parte in tutta la loro storia le due istituzioni, quella del Molignani e quella del Miulli, sono vissute ed hanno agito in modo distinto e separato,e, il  15.4.1994, il Consiglio Comunale poté deliberare di ‘concentrate’ l’Opera Pia Ospizio dei Pellegrini del can. Molignani nella comunale Congregazione di Carità, ai sensi della legge n. 6972/1890.  L’Opera Pia Ospedale Miulli, per effetto della stessa legge, ottenne, invece, due anni dopo il Decreto Reale, che approvava lo “Statuto Organico dell’Ospedale Civile di Acquaviva” fondato dall’avv. Fr. Miulli.

 

Per il valore giuridico del Decreto Reale è intervenuta la sentenza n. 2922 dell’11.5.1982 della Cassazione Civile a sezioni unite che ha stabilito che il Decreto Reale costituisce una ufficiale dichiarazione di IPAB, che nessuna sentenza di giudice può demolire o cambiare.

 

In tal senso perde ogni valore anche la precedente sentenza n. 340 del 26.4.1977 del TAR Puglia, che, in una causa di lavoro, incidentalmente aveva affermato che l’Ospedale Miulli doveva considerarsi come ente ecclesiastico conservato preconcordatario.

 

Eppure quella stessa sentenza del TAR è stata poi assunta da tal A. De Filippo, direttore generale del Ministero dell’Interno (e non dal Ministro, come prescrive la legge) per rilasciare il 1.10.1987 un attestato, carente della perentoria formalità ed in cui, occultato illecitamente il Decreto Reale, nonostante il valore assoluto ad esso attribuito dalla Cassazione in quanto dichiarativo di IPAB,  si esprime, non nel modo assertivo dell’attestato, ma in modo opinativo, che l’ “Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli è da ritenersi dotato della personalità giuridica civile”.

 

Questo improprio attestato, presentato il 14.12.1987 al Tribunale di Bari, ha permesso in pochi giorni l’iscrizione dell’Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli nel registro delle persone giuridiche, acquisendo la capacità di compiere atti giuridici, prima effettuati solo in nome dell’Opera Pia. Stando così le cose non esiste un efficace decreto per cui l’Opera Pia Ospedale Miulli sia stata cancellata e, pur ammettendo che ciò fosse giuridicamente accaduto, cessando essa di esistere, i suoi beni devono passare,come prescrive la legge, al demanio comunale con vincolo di destinazione e non certo ad un sedicente Ente Ecclesiastico. E, comunque, ciò che è avvenuto contravviene le disposizioni testamentarie del Fondatore e deve dar luogo all’alternanza del Governatore con il Sindaco o Delegato eletto dal Consiglio Comunale. 

 

Da quell’anno 1987, invece, la Dirigenza Ecclesiastica del Miulli, grazie all’acquiescenza Comunale, ha sistematicamente messo in atto un processo di accentramento nella figura del Vescovo-Governatore e del suo  Delegato, di poteri assoluti ed autocratici, fuori da ogni controllo, con una pertinace tendenza ad escludere la Città di Acquaviva e i suoi Cittadini da ogni partecipazione di gestione, per assegnare, invece, a strane società forestiere (IPAKOE di Napoli, Noci, Gravina ecc) la gestione del parcheggio indebitamente a pagamento e di tutto l’indotto dei servizi accessori e delle ingenti forniture, senza neppure una gara di evidenza pubblica, e per un periodo di 99 anni, mettendo a disposizione le strutture dell’ospedale.

 

Recentemente l’Ente Ecclesiastico ha potuto vincere anche un’ulteriore battaglia, che gli assicura una base patrimoniale ed economica per esistere: è riuscito ad usurpare le proprietà immobiliari ed i beni dell’Opera Pia Miulli, che  per legge sono di pertinenza comunale, per farseli attribuire a se stesso, grazie alla complicità dell’attuale Amministrazione Comunale, che non ha difeso gli interessi della Città nel procedimento di ricorso attivato dall’Ente Ecclesiastico contro l’Agenzia del Territorio, che era stata contraria al trasferimento. La stessa Amministrazione Comunale, che poteva appellare la sentenza entro la fine di novembre 2010, ha rinunciato anche all’appello, facendo diventare definitivo il trasferimento della titolarità del patrimonio dell’Opera Pia, che è comunale, alla persona giuridica privata, qual è l’Ente Ecclesiastico.

La soluzione del problema deve consistere nel ripristinare quanto disposto dalle Tavole di Fondazione: il superiore Ecclesiastico governa; la conduzione economica è affidata al Pocuratore eletto dai Canonici o dal Consiglio Comunale; due revisori dei conti, uno nominato dal Governatore l’altro dai Canonici; e due Delegati del Consiglio Comunale, che facciano parte del Consiglio di Amministrazione, come stabilito dalla sentenza del Cappellano Maggiore di Napoli già dal 1752 e osservato fino a circa 20 anni fa: chi e con quale autorità ha eliminato questo diritto della Città di Acquaviva? E perché la nostra Città non reagisce? Alla nostra Città va riconosciuta, nel rispetto delle regolari procedure di gara, una legittima ed esplicita forma di prelazione nell’assegnazione dell’indotto.

 

Se non  si reclamano i diritti della Città, si fa un torto alle generazioni giovanili ed ai nostri posteri, che vivranno in una Città del tutto devitalizzata, neppure in grado di reagire".

*Comitato Cittadino Pro Miulli

 

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