Lunedì 19 Novembre 2018
   
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QUESTIONE MIULLI: STORIA DELL’ENTE ECCLESIASTICO

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Proseguiamo la nostra disamina sulla Questione Miulli. Nel 1968 viene varata la Riforma Sanitaria. Il Comitato Cittadino per il Miulli da anni sostiene a gran voce che il Vescovo-Governatore dell’epoca, inizierà da quel momento in poi a muovere le sue “potenti” conoscenze, per riconoscere l’Ospedale Miulli come Ente Ecclesiastico Ospedale F. Miulli.

Dal sito istituzionale dell’Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale F. Miulli (www.miulli.it) è possibile leggere storia e origini dell’Ospedale di Acquaviva.

L’Ospedale F. Miulli vanta una origine che risale al 1158, quando con diversa denominazione sorse come “Ospedale dei soldati” aperto anche alla popolazione civile.

Sin dalla sua fondazione è stato sempre all’avanguardia nell’attività sanitaria senza mai venir meno all’alta ispirazione cristiana cui intesero in successione di tempi tutti i fondatori, affidandone in perpetuo alla Attività ecclesiastica la disciplina e l’amministrazione.

Nel 1546 divenne per fondazione del canonico Molignani ospedale dei pellegrini e dei poveri del paese. A detta fondazione nel 1712, si aggiunse il dono del notevole patrimonio dell’avvocato Francesco Miulli, arricchito in seguito dalle volontà testamentarie di Giovanni Plantamura nel 1896 e di Mons. Tommaso Cirielli nel 1899.

A seguito dell’entrata in vigore della Riforma Sanitaria e della legge n. 132 del 12-2-1968, l’Ospedale “Miulli”, in considerazione dei documenti custoditi nel suo archivio storico che confermano in maniera chiara ed inequivocabile che l’amministrazione dell’opera era stata sempre nelle mani della Chiesa, conservava la sua autonomia ed otteneva in data 12-1-1973 con Decreto n. 240 del Presidente della Giunta Regionale della Puglia, la classificazione di Ospedale Generale Regionale in considerazione del numero dei posti letto (oltre 1.000), delle numerose altre specializzazioni, dell’hinterland servito. A questo ultimo riconoscimento fece seguito il Decreto del Ministro della Sanità del 10-1-1974 con cui “i servizi ed i titoli acquisiti dal personale dell’ospedale “Miulli” con sede in Acquaviva (Bari) sono equiparati ai servizi ed ai titoli acquisiti dal personale in servizio presso gli Ospedali Generali Regionali dipendenti da Enti Ospedalieri”
.

Inoltre da fonti ufficiali in nostro possesso emerge che l’Ente Ecclesiastico Ospedale Francesco Miulli ha conseguito la qualifica e la relativa personalità giuridica civile “per antico possesso di stato” come riconosciuto con Decreto del Ministero dell’Interno in data 1 Ottobre 1987. Il carattere di Ente Ecclesiastico è stato riconosciuto anche dalla sentenza del TAR di Bari n. 340 del 27 Aprile 1977 secondo la quale “l’Ospedale F. Miulli aveva in epoca preconcordataria natura di Ente Ecclesiastico dotato di personalità giuridica civile, ai sensi dell’art. 29 lett. a del Concordato Lateranense del 1929, nonché dell’art. 7.2 dell’accordo di revisione dello stesso, stipulato tra Italia e santa Sede il 18 Febbraio 1984 e reso esecutivo con legge 25 Marzo 1985 n. 121”. È evidente secondo la dirigenza ecclesiastica una “ininterrotta gestione di oltre duecento anni” da parte della Chiesa.

Questa versione dei fatti storico-giuridici è stata ampiamente criticata dai componenti del Comitato Cittadino per il Miulli che in data 7 Aprile 2008 inviavano nota al Governatore Mons. Mario Paciello, nella quale chiedevano “rispetto della verità e del diritto”. Le “distorsioni omissioni, falsità storiche e giuridiche sull’Ospedale Miulli appaiono funzionali alla tesi dell’ecclesiasticità dell’Ospedale di Acquaviva”.

Pertanto ascolteremo la posizione dei componenti del Comitato Cittadino per fare luce su tutte le ambiguità di questa anacronistica questione.

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