Giovedì 15 Novembre 2018
   
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MIULLI QUESTIONE IN…FINITA, 2° Parte

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Nella prima parte del nostro viaggio a ritroso nella storia dell’Ospedale Miulli abbiamo visto come la Fondazione del Pio Istituto, sia dapprima divenuta un Opera Pia e poi con l’entrata in vigore della Legge Crispi (legge n.6972 del 17 Luglio 1890) la stessa sia divenuta una IPAB.

La sentenza del Consiglio di Stato V Sezione del 1917 decretò che non sarebbe stato possibile modificare l’identità e la natura giuridica di IPAB (ovvero non sarebbe stato possibile passare da una persona giuridica pubblica ad una persona giuridica privata). Il vulnus della vexata quaestio starebbe proprio qui. È su questa diatriba che si è creato decenni fa un Comitato Cittadino per l’Ospedale Miulli che rivendica con grande forza la natura giuridica pubblica dell’Ospedale e dei beni immobili di Via Maselli Campagna. Ed è sempre su questa direttrice che la precedente Amministrazione Comunale di centro destra, guidata dall’allora Sindaco Franco Pistilli ha intrapreso una delle più infuocate battaglie, che Acquaviva abbia mai potuto ricordare, contro la dirigenza Ecclesiastica di Altamura-Gravina.

Nei prossimi giorni cercheremo di ascoltare le voci dei protagonisti principali di queste vicende. Adesso, invece, torniamo a ripercorrere la nostra cronistoria da dove l’avevamo lasciata.

L’Opera Pia divenuta un Ipab, fu sottoposta ad un coordinamento e un controllo da parte dello Stato pur salvaguardando l’originaria volontà del fondatore e delle disposizioni statutarie. Nel 1945 il DLL n.173 del 22 Marzo costituì i Comitati Provinciali di Assistenza e beneficienza (CPAB).

Il 1968 è l’anno cruciale ai fini del nostro racconto. Nel 1968, con la legge n. 132 (cosiddetta legge Mariotti, dal nome del ministro Luigi Mariotti), fu riformato il sistema degli ospedali, fino ad allora per lo più gestiti da enti di assistenza e beneficenza, trasformandoli in enti pubblici (enti ospedalieri) e disciplinandone l'organizzazione, la classificazione in categorie, le funzioni nell'ambito della programmazione nazionale e regionale ed il finanziamento. L’art. 3 di suddetta legge cosi disciplina: “le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza…che provvedono esclusivamente al ricovero e alla cura degli infermi, sono riconosciuti di diritto Enti Ospedalieri (enti pubblici)”. La stessa legge all’art. 1 comma 5 e 6 prevede inoltre la possibilità di riconoscimento civile degli Enti Ecclesiastici Ospedalieri. Secondo quanto dichiarato in più occasioni dai sostenitori del Comitato Cittadino per il Miulli, l’allora Vescovo Governatore iniziò a muoversi in tale direzione per ottenere tale riconoscimento, sollecitando persino l’intervento di eminenti esponenti politici e costruendo memorie storiche e giuridiche manipolate (si farebbe risalire infatti il Miulli all’ospedale dei Pellegrini, fondato ad Acquaviva nel 1546, dal Canonico Molignani e si farebbe apparire l’Ospedale come bene ecclesiastico palatino ecc…).

Commenti  

 
#5 mimmo 2011-03-24 14:54
caro franco per caso lei fa il sacrestano
 
 
#4 gerardo 2011-03-24 13:29
signori facciamoa meno di nominare la Chiesa altrimenti i perbenisti e cattolici ben pensanti del nostro Paese si sentono offesi e denigrati nella loro fede e nella loro identità. Ognuno ha il suo pensiero. Certo che se il popolino continua a ritenere dei santi e delle autorità intoccabili quegli UOMINI con la veste sacra, bè credo che questi uomini potranno derubare la nostra collettività per almeno altri 2000 anni..sempre nel nome di Dio...andiamo tutti in pace...AMEN!!!!
 
 
#3 Franco 2011-03-24 11:33
@ Mimmo e Gentilizio: ma per favore certe affermazioni è meglio che le risparmiate !!! tenetele per voi!!!
 
 
#2 gentilizio 2011-03-24 01:08
il miulli deve tornare ad essere un ente pubblico, ora basta ci stanno depredando tutto,la chiesa curasse le anime invece di gestire i soldi dei cittadini, cosi finiremo per pagare le tasse direttamente al vaticano
 
 
#1 mimmo 2011-03-22 15:40
sono 2000 anni che la chiesa deruba i cristiani in nome di dio
 

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