Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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LA “VERITA’ STORICA” DI A. LUCARELLI

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Giovedì 17 Marzo anche il nostro Comune ha celebrato il 150° anniversario dell’Italia Unita e lo ha fatto, a nostro modo di vedere, in maniera encomiabile donando al pubblico presente la Verità Storica di uno dei momenti più importanti e fondamentali che dovrebbero rappresentare il “cemento” delle nostre radici identitarie e nazionali.

 In un momento assai confuso come quello che viviamo in questi anni tra revisionisti dell’ultima ora e propagandisti di varia estrazione territoriale (Lega Nord e Lega Sud o del Mezzogiorno?) restituire oggettività alla Storia, ma soprattutto ai cittadini è assai più importante, secondo il nostro modesto parere, di una semplice esibizione artistico-musicale in piazza oppure dell’esposizione di un banale tricolore sul municipio.

 Grande merito dunque all’Amministrazione Comunale ma soprattutto all’Ass. alla Cultura Francesca Pietroforte per aver concesso un momento di ampia riflessione al pubblico presente. Un Ala Nord (oramai divenuta vera e propria Agorà della cultura acquavivese) gremita di gente. Pubblico che, come al solito, registra numeri negativi per quanto riguarda la partecipazione giovanile del nostro paese, magari più attratta da punti Snai, Bar o partite di calcetto che non da eventi culturali.  Ma del resto “de gustibus non disputandum est”.

“Risorgimento, Brigantaggio e questione Meridionale” (di Antonio Lucarelli edito da Palomar e curato da Vito Antonio Leuzzi e Giulio Esposito) per ritrovare quella Verità Storica quasi oramai perduta tra strumentalizzazioni e partigianerie. Non si poteva dunque non scegliere l’illustre concittadino Lucarelli, per recuperare un pezzo assai importante delle nostre radici culturali e identitarie. Uno “scienziato della Storia” lo ha definito Leuzzi. “Lucarelli non ha mai mescolato mito e storia” ha affermato  l’Ass. Francesca Pietroforte.

 Antonio Lucarelli è stato lo storico che più si è occupato di restituire la dimensione umana al fenomeno “brigantaggio meridionale”(tralasciando antiche nostalgie di tipo Borbonico come qualcun altro ama fare in questi anni). I briganti del Sud “non furono dei volgari manigoldi ma rappresentarono i primi movimenti proto-proletari che rivendicavano a gran voce i loro diritti e la redistribuzione delle terre”, ha asserito Giovanni Esposito.

Il Brigantaggio come primo esperimento di “Lotta di Classe” (per dirla alla Karl Marx) nella penisola italiana tra borghesia liberale del Nord Italia e contadini proletari dei latifondi meridionali. E il nord Italia questa lotta di classe l’ha repressa nel sangue. La “Questione Sociale” meridionale è stata repressa militarmente dalle truppe dell’esercito piemontese. Mentre il resto d’Europa, dopo le rivoluzioni del 1948, vedeva aperture “progressiste riformiste e proto-socialiste” l’Italia più che mai conservatrice (come lo è rimasta del tutto ancora oggi nel ventunesimo secolo) soffocava le prime rivendicazioni del “Popolo” che fino ad allora era rimasto l’unico vero assente della storia. Il processo di Unificazione, al di là della retorica e del mito risorgimentale, non è stato assolutamente un movimento di “popolo” (inteso come le grandi masse contadine e proletarie) bensì un movimento prettamente di borghesi liberali che intendevano formare un mercato unitario italiano e salire sul treno dello sviluppo industriale europeo. La classe contadina italiana entrerà di forza come protagonista nella storia proprio battendosi contrò l’unità ormai raggiunta. I contadini del Sud si aspettavano dal nuovo Regno (questa fu una delle promesse tradite dell’Eroe “Socialista” Giuseppe Garibaldi) l’abolizione del latifondo e la redistribuzione delle terre. Al semplice, umile e alquanto rozzo contadino meridionale poco poteva interessare dunque dell’idea di Nazione. Costoro non chiedevano altro che “pane e libertà”. Il Regno d’Italia rispose, a questo drammatico problema sociale, con uno dei modi più orrendi e violenti della storia italiana. Storia che poi si ripeté durante il famoso Biennio Rosso post prima guerra mondiale dove Monarchia, Capitalismo italiano e Chiesa Cattolica usarono  Benito Mussolini e il Fascismo per reprimere ancora una volta rivendicazioni sociali che a gran voce si levavano nel cielo azzurro italiano. “Democrazia Uguaglianza (sostanziale) e Libertà“. Principi universali che furono conquistati solo tramite il “Nuovo Risorgimento Italiano” (ancora una volta una lotta contro una potenza straniera e tra classi sociali) come lo ebbe a definire Lucarelli, conseguiti dalla Resistenza e suggellati nella nostra carta Costituzionale.

Di seguito la Fotogallery a cura di I. G.:

 

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