Martedì 20 Novembre 2018
   
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150 ANNI DI ITALIA UNITA TRA RETORICA E REALTA’

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Io non mi sento italiano..ma per fortuna o purtroppo lo sono”. Cosi recita la canzone dell’ultimo album del Signor.G. (Giorgio Gaber), pubblicato qualche settimana dopo la sua morte nel Gennaio 2003.

Il grande Gaber in questo suo ultimo capolavoro artistico ha colto a pieno lo stato d’animo di una parte (speriamo consistente) di italiani, i quali non si sentono (o forse non si sono mai sentiti) rappresentati da una classe dirigente (?) che oggi si appresta a festeggiare il 150° anniversario dell’Unità Nazionale. Tra una compravendita parlamentare e un “Bunga Bunga”, il Bel Paese è sprofondato nell’oblio più oscuro. Forse la tanto vituperata Prima Repubblica era davvero oro a confronto di questa decadente Seconda Repubblica. Del tipo: si stava meglio quando si stava peggio.

Una ricorrenza, quella del 150° anniversario dell’Unità, che si celebra, ahinoi, tra retorica e realtà. Già, perché tanti italiani, chi per enfasi chi per conformismo, oggi sventolano e agitano il caro e vecchio tricolore, cantano a squarcia gola l’inno nazionale come se Oggi tutti i problemi del Bel Paese siano magicamente scomparsi. Non che non si debba festeggiare, sventolare la nostra bandiera o cantare l’Inno di Mameli, per carità. È solo che al di là della stucchevole magniloquenza che proviene dalle nostre classi dirigenti c’è una realtà ben diversa che vede un Italia povera, lacerata, vituperata, violata e violentata ogni giorno da chi dice "Italia Italia" (o magari “Forza Italia”) e pensa solo ai fatti propri.

Un Italia governata da un partito secessionista e nordista che si permette, non solo di non festeggiare il compleanno della nostra Nazione, ma persino di denigrare il nostro inno e il nostro tricolore. Un partito che con il suo “Federalismo” affosserà del tutto il Mezzogiorno. E qui verrebbe da pensare: la storia si ripete. Essi perché forse non molti sono a conoscenza che l’Italia unita è stata fatta a discapito del Sud. L’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno Savoiardo, è servita a quest’ultimo per risanare le casse piemontesi dissanguate dagli enormi sforzi bellici. Per non tener conto poi delle tante industrie del Sud smantellate e trasferite al Nord (creando cosi il famoso triangolo industriale) e costringendo migliaia di meridionali che fino ad allora non avevano mai lasciato la loro terra, ad emigrare verso il Nord Italia. Le fortune industriali del settentrione sono state fatte dai contadini di Puglia, Calabria, Sicilia ecc…E tutto ciò, a distanza di 150 anni, continua ad avvenire. Basti pensare a quanti giovani talenti lasciano la loro amata terra, le loro famiglie e vanno al nord o addirittura all’estero per tentar fortuna. Lungi dal restaurare sedicenti movimenti borbonici o Leghe del Sud (o del Mezzogiorno), che contribuirebbero a lacerare ulteriormente il nostro labile senso patriottico, unitario e identitario, Oggi 17 Marzo 2011 celebrare il 150 compleanno del Bel Paese dovrebbe spingerci, non solo a sventolare il tricolore ma a conoscere la nostra Storia, con i suoi errori ed orrori, ma pur sempre la storia di una grande Nazione che ha dato i natali alle più grandi menti della cultura, dell’arte, e della scienza dell’intero continente occidentale.

Essere italiani dunque non vuol dire solo agitare e sventolare le bandiere tricolore ma vuol dire soprattutto essere consapevoli di far parte di un enorme patrimonio storico culturale, essere orgogliosi della gloria e della civiltà che appartenevano già all’impero Romano, essere orgogliosi di appartenere alla patria del Rinascimento, del Risorgimento e della Resistenza.

La vera Italia, che si allontana abissalmente dall’Italia dei pomposi politici che oggi sfoggiano la coccarda tricolore, è quella fatta dalla gente che continua a fare il proprio dovere. È quella fatta dai lavoratori che si alzano la mattina e imprecando contro governi ladri e politici corrotti, vanno a lavoro e sudano tutta la giornata per portare uno stipendio a casa.

E’ questa la vera Italia, la quale proprio nel giorno in cui spegne le sue 150 candeline deve avere uno sguardo proiettato verso il Futuro ma non deve dimenticare mai la sua millenaria Storia.

Commenti  

 
#1 gerardo 2011-03-18 19:52
vogliamo parlare delle deportazioni di massa subite dai meridionali da parte delle truppe sabaude? vogliamo parlare degli stupri e violenze sulle povere donne del Sud? vogliamo parlare dei lager piemontesi? l'unificazione d'italia fatta dai savoia è stata una operazione militare di colonizzazione. .è questa la verità!!!!
 

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