Martedì 13 Novembre 2018
   
Text Size

VARINI,TESTIMONE DELLA SHOA, AL MEETING LIONS

DSC00696  

 

L’invito è di non fermarsi alla Giornata della Memoria, ma di “parlare continuamente e far sì che la memoria non si spenga, la lotta per la libertà va fatta tutto l’anno”. Queste le parole di Franco Varini, ospite d’onore del Meeting Lions Interclub di venerdì 4 febbraio organizzato dai Lions di Acquaviva delle Fonti “Pura Defluit” presso l’Ala Nord del Comune di Acquaviva delle Fonti, con la  presenza del Club Lions di Cassano Murge.  

L’assessore alla cultura Pietroforte spiega il perché di questa testimonianza diretta che fa parte di un fitto calendario di eventi iniziati il 27 Gennaio: l’intento è di scegliere consapevolmente cosa e come ricordare, per evitare che l’ “ipertrofia della memoria” renda eccessivamente celebrativo e svuotato di senso ogni ricordo e testimonianza relativa alla Shoa, una delle più grandi tragedie del XX secolo. Ricordare, quindi, per far sì che la Memoria sia un vero e proprio atto di giustizia.

Le parole del prof. Buonaccino d’Addiego, docente di storia presso l'ITC “Sandro Pertini” di Turi, sottolineano l’importanza della conoscenza come garanzia di libertà: da dieci anni impegnato nel delicato compito di far conoscere agli studenti la crudeltà senza senso del nazismo, analizza con acutezza le ragioni obiettive e razionali di un evento di tale tragica portata: la conclusione è che esse non esistono, non esiste una motivazione al Male assoluto che apparve in Germania, tradizionalmente terra di poeti, filosofi e musicisti testimoni delle più alte vette della civiltà umana. Come far conoscere ai ragazzi, molto spesso distratti e volubili, una realtà che le correnti del negazionismo tendono addirittura a ridimensionare e negare?

La testimonianza di Franco Varini è la risposta: un uomo dall’aria mite, gentile ed ironica, che rievoca con verve tipicamente bolognese i tragici eventi dei quali è stato protagonista e testimone: l’infanzia da orfano in quartiere popolato da prostitute e piccoli malfattori ma pieno di umanità, l’inizio della Resistenza, vissuta spavaldamente da ragazzo poco più che diciassettenne, la cattura dell’ 8 luglio 1944 a Bologna, in seguito a delazione e i durissimi interrogatori, la deportazione prima nei campi nazisti italiani di Fossoli e Bolzano e poi a Dachau e Flossemberg, infine la liberazione, 25 aprile 1945. Nelle sue piccole storie di umanità e di dolore non vi è retorica o autocommiserazione: i termini appassionati e vivi narrano una scelta scevra da ogni ideologia, istintiva e semplice che cattura l’immaginario dell’ascoltatore, commuove e fa riflettere razionalmente, spinge a porsi domande su quelle circostanze di fame, freddo e sofferenza fisica e psicologica nelle quali senso dell’amicizia e dell’essere fratelli prevalgono sull’istinto di sopravvivenza, facendo fiorire episodi di toccante umanità.

Il sig. Franco viaggia attualmente in tutta Italia, conoscendo decine e decine di platee e di studenti ai quali porta la sua testimonianza: il suo saluto finale, ancora una volta semplice e diretto, invita a trasmettere e riportare ad altri i suoi fatti e le sue parole, unico mezzo di lotta a nostra disposizione per la libertà e la verità.

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI