Giovedì 15 Novembre 2018
   
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SECONDO APPUNTAMENTO CON CERCASI UN FINE

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Successo di pubblico anche per il secondo appuntamento organizzato dall’Associazione Cercasi un fine, tenutasi ieri pomeriggio 22 gennaio presso il polo universitario-ex Miulli sul tema “La cittadinanza attiva come nuova forma di partecipazione politica”.

La conferenza, introdotta dal prof. Rocco D’Ambrosio, direttore delle Scuole di Cercasi un fine, è stata condotta dal prof. Giovanni Moro, docente di Sociologia dei fenomeni politici e Sociologia della integrazione europea presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Macerata e Teorie e pratiche della cittadinanza attiva alla facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Roma Tre, presidente di Fondaca (Fondazione per la cittadinanza attiva) a Roma e sociologo politico, ha scritto, inoltre, numerosi testi sul tema della cittadinanza attiva e sul ruolo dell’attivismo civico.

Il convegno, secondo lo stile di Cercasi un fine, è stato suddiviso in due parti, la prima dedicata alla spiegazione dell’argomento da parte di Moro e la seconda dedicata al dibattito in gruppi.

Per iniziare, attraverso il supporto di slides esplicative per dare la possibilità al pubblico di seguire meglio la conferenza, è stato presentato il tema della cittadinanza attiva partendo dai luoghi comuni sui cittadini, per poi passare alle motivazioni che spingono i cittadini stessi a partecipare alla vita pubblica e a riunirsi in gruppi per formare associazioni, organizzazioni di volontariato, movimenti, partiti politici e gruppi.

Infatti, come dice Moro “nonostante si dica che i cittadini non partecipino, in realtà non è così e in un paese dove si dice che non c’è senso civico, poi, se i cittadini fanno da se, comunque non va bene, questo è uno dei paradossi di questo paese”.

Varie sono le motivazioni che spingono i cittadini a partecipare alla vita pubblica nelle varie forme e in vari momenti, per poi poter esercitare i propri poteri ed influire sul corso delle cose.

Un incontro non solo molto efficace, ma anche di riflessione che ha mantenuto attento il pubblico presente in sala.

Ma lo spazio al dibattito e alla meditazione sul tema alquanto complicato è venuto dopo, quando i partecipanti sono stati suddivisi in gruppi.

Impeccabile l’organizzazione di questo secondo incontro, infatti, se per il primo, gli organizzatori non si aspettavano così tanto successo di partecipanti, per l’incontro di ieri non si sono lasciati cogliere impreparati, dividendo sin dall’inizio i partecipanti in colori, per facilitare la divisione in gruppi e per poter permettere a tutti di seguire comodamente la conferenza-dibattito.

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