Lunedì 19 Novembre 2018
   
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CONSULTA DELLA CULTURA: NOMINATA LA PRESIDENZA

ass._pietroforte

 

Dopo una pausa di quasi due anni, è tornata attiva la consulta delle associazioni culturali iscritte all’albo comunale.

Ieri pomeriggio presso la Biblioteca Comunale, all’ordine del giorno l’elezione del nuovo Presidente, del Vice-presidente e del Segretario.

All’inizio il Presidente uscente Pietro Colaninno ha esposto tutto quello che la consulta ha fatto negli anni dalla sua istituzione, i progetti che ha sostenuto e i progetti ancora in cantiere, ricordando anche i motivi per cui i lavori della consulta sono stati sospesi per quasi due anni.

Prima dell’elezione del Presidente, tra i presenti che si sono resi disponibili, l’Assessore alla cultura Francesca Pietroforte ha presentato i due consiglieri comunali, uno di maggioranza e l’altro di minoranza che, come da statuto, sono diventati a tutti gli effetti membri della consulta.

Per la maggioranza Borregine, per l’opposizione Montenegro sono i due consiglieri scelti per far parte dei lavori della consulta delle associazioni culturali.

Subito dopo si è passati alla nomina del Presidente tra i candidati: Costantina Capozzo del Centro Studi Antonio Lucarelli, Giuseppe Raimondi della ONLUS “La Cattedrale” e Domenico Ieva per la PRO LOCO “Curtomartino”.

Con voti 7 su 17 è stato eletto Presidente Domenico Ieva, Vice-presidente della PRO LOCO “Curtomartino” che ha auspicato la volontà di intraprendere un dialogo costruttivo tra tutte le associazioni presenti sul territorio “creando una rete di idee che servano per la collettività e per il bene di questa città”.

Il Presidente Ieva ha, a questo punto, scelto come Vice-presidente Costantina Capozzo e come Segretario Giuseppe Raimondi formando così l’equipe di presidenza.

L’ultimo punto all’ordine del giorno, che riguardava la modifica del regolamento per i contributi alle associazioni, è stato rimandato al prossimo incontro con l’impegno da parte dei presenti di portare proposte concrete sia per la modifica di quel regolamento che per la modifica di un altro regolamento, anche’esso firmato dal commissario lo scorso anno, con cui si regola attraverso un tariffario, l’utilizzo delle sale comunali.

 

Commenti  

 
#3 Giuseppe 2011-01-15 18:47
faccio parte della consulta della cultura, credo anche io che non si debba pagare per accedere alle sale comunali è per questo che abbiamo proposto la modifica del regolamento approvato dalla commissaria, con cui si regola attraverso un tariffario l’utilizzo delle sale comunali. Proposta peraltro accettata dall'assessore che si è mostrata disponibile al confronto e all'ascolto, perciò buon lavoro a tutti!
 
 
#2 Conte Ugolino 2011-01-15 16:20
Se le associazioni o i singoli dovessero pagare per poter usufruire delle sale comunali allo scopo di organizzarvi presentazioni letterarie, dibattiti o altro tipo di iniziative culturali sarebbe uno scandalo enorme!!!!!
Una cosa del genere sarebbe inconcepibile in qualsiasi altro paese limitrofo. Ma qui ad Acquaviva siamo abituati al peggio, quindi.....evvi va la cultura, se aiuta il Comune a rimpinguare le casse!!!!! Siamo messi non male, ma malissimo.
 
 
#1 Austacio Busto 2011-01-14 17:55
Un tariffario per l’utilizzo delle sale comunali?
Per quanto di mia conoscenza le sale comunali sono utilizzate dalle associazioni per tenervi incontri pubblici. Incontri organizzati soprattutto nell’ambito delle attività culturali e che svolgono una funzione di servizio al cittadino, settore in cui il ruolo delle amministrazioni è stato spesso carente, distante o strumentalizzan te. Paradossalmente gli organizzatori degli eventi sarebbero costretti ad addossarsi le spese per l’utilizzo di una sala in un luogo pubblico per fornire un servizio alla collettività. Va detto che gli stessi organizzatori impegnano il loro tempo, a volte anche le loro risorse, in forma volontaristica, non organizzano conferenze e seminari per guadagnare ma per realizzare le finalità dell’associazio ne di cui fanno parte. Non solo le associazioni suppliscono al vuoto delle amministrazioni ma devono anche pagare per farlo: mi sembra allucinante.
Se passasse questa logica del tariffario per l’utilizzo di un luogo pubblico allora dovremmo chiedere agli stessi amministratori di pagare, e sarebbe poco visto che differentemente dalle associazioni ricevono gettoni di presenza e stipendi per la loro attività “pubblica” (volutamente virgolettata).
Altro discorso se si intende un tariffario per l’uso privato delle sale (matrimoni, set fotografici, uso pubblicitario delle immagini del Palazzo Comunale ecc.). In questo caso le riflessioni precedenti sarebbero ritirate.
 

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