Lunedì 16 Maggio 2022
   
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DPI ad Acquaviva: in 4 casi su 5 se ne fa il giusto utilizzo

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La recente terza indagine esplorativa sull’uso dei dispositivi di protezione individuale condotta dal dott. Nunzio Mastrorocco dell’Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali (IPRES), consigliere delegato del Comune di Acquaviva per gli aspetti demografici rivela come l’uso corretto della mascherina in città si registra nel 78,6% dei casi osservati; in 4 casi su 5 se ne fa il giusto utilizzo. Ciò è in controtendenza con quanto osservato nelle precedenti due indagini esplorative, in cui l’uso corretto dei DPI non superava il 33% dei casi osservati.

«Lo studio sebbene costruito secondo parametri e metodologie statisticamente corrette non può essere considerato rappresentativo della popolazione “universale” di Acquaviva ma fornisce elementi utili a delineare il fenomeno nel territorio osservato. La selezione dei casi esaminati ha tenuto conto del metodo di campionamento causale semplice rispetto ai principali centri di aggregazione pubblica della Città.

L’analisi è realizzata nell’ambito del quadro normativo di cui: al Decreto Legge 16.05.2020, n. 33, al DPCM 17.05.2020, al DPCM 13.10.2020, all’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale della Puglia n.237/2020, all’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale della Puglia n.374/2020, ovvero, all’obbligo di usare dispositivi di protezioni delle vie respiratorie (mascherine) in tutti i luoghi all’aperto in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno un metro, durante l’intera giornata, e comunque negli spazi all’aperto di pertinenza di luoghi e locali aperti al pubblico, nonché in tutte le aree pertinenziali delle scuole di ogni ordine e grado o antistanti ad esse (come ad esempio piazzali e marciapiedi davanti agli ingressi e alle uscite degli istituti scolastici), nonché in tutti i luoghi di attesa, salita e discesa del trasporto pubblico, fermo restando il divieto di assembramento e l’obbligo di rispettare il distanziamento fisico.

È stato registrato come “non corretto” l’utilizzo dei DPI nei seguenti casi:

- assenza di mascherina;

- mascherina sotto il mento;

- mascherina slacciata;

- mascherina sotto il naso;

- mascherina appesa al collo.

I casi osservati sono stati 718 (390 uomini, 328 donne) e rilevati nel periodo dal 13 al 18 ottobre 2020. L’uso corretto della mascherina si registra nel 78,6% dei casi osservati; in circa 4 casi su 5 se ne fa il giusto utilizzo.

Rispetto alle precedenti osservazioni (maggio e giugno scorsi) il gap di ‘genere’ si è ridotto; tuttavia anche in questa terza indagine le donne sono (seppur leggermente) più “regolari” rispetto agli uomini; oltre l’80% del gentil sesso si dimostra conforme all’uso del DPI. Per la compagine maschile la percentuale scende al 77,2% del proprio aggregato.

Rispetto alla fascia di età:

- i bambini/adolescenti sono i più “disciplinati”: in oltre l’86% dei casi osservati si utilizza correttamente la mascherina;

- poco più di 4 giovani su 10 usano in maniera non corretta il DPI;

- 3 giovani/adulti su 10 non rispettano la normativa in materia di DPI;

- per altro verso, quasi il 73% degli adulti è rispettoso delle regole;

- molto buono è il livello di correttezza degli anziani che in 8 casi su 10 si dimostrano ossequiosi delle disposizioni normative.

Confrontando i dati di questa rilevazione con quelli delle prime due indagini (di maggio e giugno 2020) si evince in maniera molto evidente come dopo un brusco aumento dell’irregolarità (da maggio a giugno) oggi vi sia una maggiore attenzione e sia cresciuto enormemente il senso di responsabilità in merito al giusto utilizzo dei DPI. Molto sinteticamente: durante la settimana 18-23 maggio 2020 in 2 casi su 3 l’uso della mascherina era corretto, nella settimana del 3-9 giugno 2020 le ‘parti’ si invertirono e si registrava che i 2/3 del campione faceva un uso non ortodosso ed a norma del DPI, nell’attuale rilevazione oltre il 78% degli ‘osservati’ si mostra in linea con le disposizioni normative ma non basta! Occorre ancora puntare ad incidenze più elevate e rassicuranti».

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