Venerdì 30 Ottobre 2020
   
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Testimoni di Geova sotto attacco in Russia

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50 studiosi firmano una dichiarazione internazionale per invitare alla tolleranza, mentre un testimone viene prosciolto dall’accusa di “estremismo” per la prima volta dal 2017

 

Negli ultimi anni, a motivo del decreto di proscrizione delle attività dei Testimoni di Geova in tutta la Federazione Russa, si è diffuso un clima di intolleranza nei loro confronti che ha portato a numerosi arresti, condanne a pene detentive, mentre le loro attività di culto sono proibite. Questi fenomeni di intolleranza religiosa destano crescente preoccupazione anche in chi non condivide il credo dei Testimoni di Geova.

Per questo motivo è stata redatta, firmata e diffusa una dichiarazione internazionale da parte dal professore Francesco Alicino, prorettore della Università LUM, e da altri 49 studiosi di religioni, tra i più noti al mondo, che chiedono la fine immediata della persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia.

La dichiarazione è stata presentata lo scorso 3 settembre in occasione di una conferenza online organizzata a Vilnius, in Lituania, sul fenomeno internazionale dell'opposizione ai Testimoni di Geova. I 13 relatori collegati in videoconferenza dai propri Paesi sono stati i primi a firmare il documento; a loro si sono poi aggiunti altri colleghi di tutto il mondo, tra cui esperti della stessa Russia e della Cina.

"Sembra che i Testimoni di Geova siano puniti in Russia a causa della loro crescita, che è sgradita alla potente Chiesa ortodossa russa", ha commentato il sociologo italiano Massimo Introvigne, co-redattore della dichiarazione. "Il governo e la Chiesa ortodossa russa possono non gradire il proselitismo", ha aggiunto Alessandro Amicarelli, avvocato a Londra  specializzato in diritti umani e presidente della Federazione europea per la libertà di credo (Fob) oltre che co-estensore della dichiarazione, "ma la libertà di professare la propria fede e presentarla ad altri è parte integrante della libertà di religione ai sensi dell'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani, che anche la Russia ha sottoscritto".

I cinquanta studiosi hanno esortato "il presidente Putin e la sua amministrazione a intraprendere azioni per porre fine alla persecuzione sistematica e insensata dei Testimoni di Geova, una comunità di cittadini pacifici e rispettosi della legge che chiedono solo di praticare la loro fede in pace".

Yuriy Zalipayev.2Intanto lo scorso 7 ottobre il Tribunale Distrettuale della Repubblica di Cabardino-Balcaria ha dichiarato non colpevole Yuriy Zalipayev e lo ha prosciolto da tutte le accuse. Zalipayev è il primo Testimone di Geova a essere stato assolto dopo la sentenza della Corte Suprema Russa del 2017, che ha proscritto le attività dei Testimoni di Geova in tutta la Federazione. Il procuratore ha dieci giorni per presentare ricorso.

 

Nel corso delle udienze, più di 30 persone avevano testimoniato che le presunte attività “estremiste” di Zalipayev erano in effetti di beneficio per la collettività: come tutti i testimoni di Geova, Zalipayev aveva infatti incoraggiato a leggere la Bibbia e a trattare gli altri con rispetto e gentilezza. La sentenza di assoluzione emessa dal tribunale è anche basata sulle conclusioni a cui è giunto di recente il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che ha affermato che i Testimoni di Geova non possono essere definiti “estremisti”, né praticano o promuovono alcuna forma di violenza (si veda il documento del WGAD, al par. 35).

 

Giacomo Cecere, portavoce dei Testimoni di Geova, commenta: “è evidente il coraggio mostrato dal giudice Elena Kudryavsteva stante il diffuso clima di intolleranza nei confronti dei testimoni di Geova in Russia. Esprimiamo gratitudine per questa sentenza imparziale in linea con il pensiero di importanti organismi internazionali, come l'Unione Europea e le Nazioni Unite. Speriamo che questa decisione possa rappresentare un precedente e spingere anche altri giudici a riconoscere che i testimoni di Geova sono buoni cittadini che non hanno nulla a che fare con l'estremismo”.

 

Ad oggi in Russia e Crimea sono 388 i Testimoni indagati, 45 quelli imprigionati, 26 quelli agli arresti domiciliari. Alcuni Testimoni sono stati sottoposti a torture dalle forze dell’ordine. Dalla sentenza della Corte Suprema del 2017 sono state perquisite 1145 case di Testimoni di Geova nella Federazione.

 

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