Sabato 17 Novembre 2018
   
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I TRE VOLTI (INCONCILIABILI?) DELLA GIUSTIZIA

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I tre volti della Giustizia, rappresentati in una sera, nell’ultimo appuntamento de “Le Interviste di rilievo” organizzate dal Presidente del Consiglio Comunale di Cassano, Ignazio Zullo.

Ieri sera, presso l’Auditorium del Liceo Scientifico cassanese, a parlare sul tema: “La Giustizia: una bilancia arrugginita? c’erano il Procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, il Presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino e il Componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati,  l’on. Francesco P. Sisto intervistati dalla giornalista di “Barisera”, Maria Teresa D'Arenzo.

I tre volti, dicevamo: inconciliabili? sovrapponibili? Equamente condivisibili?

Certo è che il cittadino resta dubbioso ed a tratti esterrefatto anche se i tre si fanno i complimenti a vicenda per il lavoro che svolgono, le distanze abissali restano.

Dice il Giudice Savino a proposito della terzietà del giudice e della volontà, del governo Berlusconi, di separare le carriere fra magistratura giudicante e magistratura inquirente ovvero fra chi fa le indagini acchiappa i presunti colpevoli e chi quei colpevoli deve giudicarli: “La terzietà del giudice è insita nell’essere tale; non c’è bisogno di riforme”.

Laudati in qualche modo conferma: “Non c’è bisogno di riforme, bastano le leggi ordinarie poiché la indipendenza della Procura è un valore assoluto; certo: in quasi tutte le grandi democrazie vi è separazione e i PM sono sottoposti al Governo nazionale ma in Italia le condizioni storico-sociali, dalla caduta del fascismo, in poi, sono tali da considerare un pericolo la separazione delle carriere”.

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Terzo testimone, terza versione. Dice Sisto: “Non si può tollerare che il Giudice sia della stessa matrice del PM; occorre una reale terzietà e non apparente. Fermo restando che la indipendenza della magistratura non si tocca, occorre superare la cultura dell’accusa e arrivare a quella della difesa. Certo, si penserà ai grandi processi, a Berlusconi ma a me questo non interessa: penso al cittadino medio, che una volta finito nel tritacarne del processo penale è spacciato, difficilmente ne esce vivo”.

La lunghezza dei processi è l’altro tema, ad esempio per quel che riguarda i diritti dei lavoratori: come è possibile, ci si è chiesti, che i processi durino decenni, quando oramai quei diritti sono calpestati e derisi?

Savino: ”I giudici lavorano moltissimo ma sono sott’organico. Alla sezione Lavoro del Tribunale di Bari ognuno dei 13 giudici ha 100mila procedimenti. Per lo stesso numero di processi, il Tribunale di Roma ha 58 giudici, sempre nella sezione Lavoro. Smaltirli è un’impresa, quando se ne aggiungono di nuovi poiché tutti, oramai, fanno causa…”. Il Presidente del Tribunale di Bari lancia l’ennesimo appello alla politica locale, di destra e di sinistra: “Siate più autorevoli con il Ministero della Giustizia…abbiamo bisogno di giudici, di personale….fatevi sentire”.

Ancora sulla stessa linea, Laudati secondo cui "il modello organizzativo della giustizia in Puglia è fermo da 30 anni, nonostante la società sia profondamente cambiata: più ricca, più evoluta e di conseguenza più criminalizzata. Combattiamo un sistema criminale con le stesse organizzazioni di tre decenni fa….ecco perché sono stati degli scontri sulla giustizia poiché vorrei una giustizia non più “contro qualcuno o qualcosa” ma “per qualcuno o qualcosa”. Snocciolando dati impressionati su come la Procura di Bari sia fortemente sottodimensionata pur avendo più delitti di altre zone d’Italia, Laudati ha detto che “è la società civile che deve muoversi per una legalità organizzata che faccia qualcosa, singolarmente e ogni giorno, per migliorare il livello della giustizia in Italia”.

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L’intervento di Sisto, sul punto, ha puntato sull’indicare alcuni dubbi: “Non sta scritto da nessuna parte che il PM è nel giusto e l’avvocato dalla parte sbagliata; non è sempre vero e la casistica lo dimostra. Occorre superare la giustizia della prevenzione” Si fanno sequestri, si mandano avvisi di garanzia, si mette la gente in galera e poi si pensa al processo “che magari finirà con un nulla di fatto, ma oramai chi se ne ricorda più?”.

“Il respiro lungo e profondo del processo – ha detto l’avv.to Sisto – viene sempre più spesso sostituito da lampi e tuoni delle indagini preventive che lasciano poco spazio alle giornate serene. Anche se occorre dire che con l’avvento di Laudati alla Procura di Bari, gli eccessi del passato sono stati ben mitigati”.

Gli interventi del pubblico, che ha riempito l’auditorium, con la presenza di numerosi giovani liceali, hanno poi approfondito e dibattuto i temi della serata, conclusa dal Presidente Zullo che si è detto soddisfatto dell’andamento dell’iniziativa che ha portato nella nostra Cassano personaggi di rilievo e soprattutto ha fatto dibattere su temi di grande e quotidiano interesse.

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